• Sara Morandi

11 Settembre, MAI dimenticare. Martina Gasperotti: “Non so rispondermi. Ero li', sono fortunata”

Aggiornato il: 5 dic 2020

Martina Gasperotti, igienista dentale di Reggio Emilia ha accolto il mio invito di rendere nuovamente testimonianza riguardo all’attentato dell’11 settembre. Quel lontano 2001, e’ sempre nei cuori di tutti noi. Mai dimenticare.


INTERVISTA A MARTINA GASPEROTTI


Cara Martina, immagino che ricordare il giorno dell'11 settembre non sia affatto semplice. La prima immagine che Le viene in mente quando si parla di questo attentato?

Si è mai chiesta, "come mai proprio io sono capitata quel giorno a quell'ora"?


Ovvio che non sia facile, ma dopo tanto tempo, è sicuramente meno pesante. La prima immagine è la prima che ho visto, una torre nel fumo e fiamme e l’altra intatta. Mi chiedo sempre perché io, poi non so darmi una vera risposta solo che sono una persona fortunata.




Dall'attentato dopo quanti giorni è rientrata in Italia? Riuscì a rassicurare la Sua famiglia che stava bene?


Sono riuscita a rientrare il 17 settembre, da un lato ero felice di tornare a casa ma dall’altra parte rispetto al motivo per cui ero la è stata una sconfitta. Sono riuscita a riparlare con mia mamma verso le 17-18 ora americana, qui era tarda notte ma mia mamma era a casa di un’amica, per sostegno, impegnata a rispondere a telefonate che chiedevamo di me.


Le e' mai capitato di tornare a New York in occasione della commemorazione e/o di tornare negli anni successivi? Che cosa ha provato?


Sono tornata l’anno successivo e anche al decennale, volevo vivere il luogo e il momento con mia figlia. Ho provato un senso di grande vuoto, di consapevolezza e nello stesso di attrazione magnetica verso quel luogo per me diventato magico ormai.


In una delle interviste che rilasciò, disse che questa esperienza Le aveva fatto vedere la vita in modo diverso, ovvero apprezzarla giorno per giorno. Ci può fare un esempio?


Gli esempi possono essere quotidiani come no. Alla base c’è un modo diverso di vivere e farsi carico della propria vita. Con tutto il rispetto per ognuno di noi ma vivo cercando di rendere minimi i problemi, a volte ce li facciamo più grandi di quanto in realta’ siano. Spesso ci pensa la vita stessa a scorrere e il nostro zampino non sempre è migliorativo. Insomma, lascio anche (ma non solo) che le cose avvengano, a volte il non fare è la soluzione. La cosa più importante è avere persone con cui condividere vita percorsi problemi soluzioni gioie e difficoltà e tutto il nostro percorso di vita. L’uomo è un animale da branco e questa è la nostra forza.




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