• Angela Pensabene

Barbara Bobulova, attrice da 10 e lode:“E’ stato un onore trasformarmi in Coco Chanel” | INTERVISTA

Intervista alla bravissima e bellissima Barbara Bobulova, un’attrice da 10 e lode sia per l’interpretazione che per il talento. In questa conversazione, ci racconta della sua esperienza nei panni della stilista di fama mondiale Coco Chanel, del suo percorso con il regista Ferzan Ozpetek nel film “Cuore sacro” che le ha fatto vincere il “David di Donatello”nel 2005. Infine, ci racconta della pellicola “Hotel Gagarin” che rievoca – come ci dice l’attrice - “dei momenti simili a quelli che stiamo vivendo ora. Tutti i personaggi subiscono una specie di “lockdown” a causa della guerra. Non possono uscire dall’albergo e non sanno per quanto tempo dovranno rimanerci”.


INTERVISTA A BARBARA BOBULOVA


Quest'anno ricorrono 50 anni dalla morte di Coco Chanel, Lei nel 2008 ha interpretato la nota stilista che ha dato libertà nel vestire alle donne, nella miniserie per la Lux vide e Rai Fiction. Come stato per lei ricoprire quel ruolo e quali sensazioni l'hanno mossa per l'interpretazione?


Per me è stato un grande onore interpretare Coco Chanel, una delle figure femminili più importanti del XX. secolo. Devo ringraziare la Rai che è una delle poche reti che si impegna di portare sul piccolo schermo le storie delle donne che hanno segnato la storia. È stato molto bello andare ogni giorno sul set e vestire i panni di questa grande donna, ma nello stesso tempo anche molto faticoso, perché la preparazione iniziava alle cinque del mattino per potermi trasformare in Coco. Sono bionda con gli occhi azzurri, quindi ho dovuto tingermi i capelli e mettere tutti i giorni le lenti a contatto scure. In più ero incinta della mia seconda figlia, ma per paura di essere sostituita l’ho tenuto nascosto. L’unica a cui mi sono confidata era la sarta, che non capiva perché negli ultimi giorni non riusciva più a chiudermi i corsetti.

Barbara Bobulova, attrice da 10 e lode:“E’ stato un onore trasformarmi in Coco Chanel” | INTERVISTA

Nel 2005 ha ricevuto il David di Donatello come migliore attrice per il film Cuore Sacro di Ferzan Ozpetek. Quanto le ha dato, emotivamente parlando, lavorare in questo film dai toni cosi psicologicamente e umanamente forti?


Cuore Sacro è stato per me il film che mi ha portato tantissimi riconoscimenti. Devo molto a Ferzan Ozpetek che mi abbia scelto per quel ruolo. È stata una lavorazione faticosa e anche un po’ sofferta, ma ne è valsa la pena. I ruoli come Irene Ravelli di Cuore Sacro purtroppo sono un po’ spariti dal panorama del cinema italiano.


Nel 2018 ha girato il film “Hotel Gagarin”, una pellicola che parla di un gruppo di attori, di una rinascita e della ricerca della felicità trasformando un'esperienza spiacevole in un'occasione per trovare le felicità perdute. Volendo prendere questo film come esempio, data la situazione attuale che stiamo vivendo, cosa si sente di dire al pubblico che la segue?


È vero, “Hotel Gagarin” è un film che ha dei momenti simili a quelli che stiamo vivendo ora. Tutti i personaggi subiscono una specie di “lockdown” a causa della guerra. Non possono uscire dall’albergo e non sanno per quanto tempo dovranno rimanerci. Si ritrovano smarriti e disorientati, ma a un certo punto ritrovano la forza per trasformare questo loro incubo in una nuova realtà, mettendosi a disposizione degli altri e dei loro sogni. E da questa vicenda ne usciranno decisamente cambiati. Ovviamente in meglio. Quello che speriamo succeda anche a noi tutti una volta usciti dalla pandemia.

Barbara Bobulova, attrice da 10 e lode:“E’ stato un onore trasformarmi in Coco Chanel” | INTERVISTA

La sua filmografia, sia televisiva che cinematografica, è ricchissima di produzioni che l'hanno vista al fianco di registi di nota fama, spaziando nei vari generi. Tra tutti questi lavori che lei ha fatto, ce ne sono alcuni a cui è particolarmente legata? Quali e perché?


Siccome ho sempre lavorato molto con i registi giovani vorrei menzionare le opere prime a cui sono legata particolarmente ma che non hanno avuto una grande visibilità commerciale. La prima è “La Spettatrice” di Paolo Franchi, dove interpreto una ragazza innamorata di un uomo a modo suo con uno sguardo e una sensibilità registica decisamente notevoli. Poi l’opera prima di Kim Rossi Stuart “Anche Libero va bene” dove interpreto la madre un po’ stravagante e l’ultimo “Saremo Giovani e Bellissimi” di Letizia Lamartire, dove sono una ex-cantante al tramonto che però non demorde e continua a esibirsi nei locali notturni con i pochi spettatori rimasti. È stata un’esperienza unica, anche perché da bambina avevo un sogno nel cassetto di diventare una cantante. Per un attimo il sogno si è avverato e ho inciso due canzoni per il film “Tic Tac” e “Le spiagge di Damasco”.

Ringraziamo per la preziosa collaborazione Vittoria Spaccapietra dell’agenzia Docicinema


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