Colpa anche del pubblico se i teatri sono abbandonati | Editoriale a cura di Mario Mattia Giorgetti

Ho avuto l’esperienza di visitare un teatro chiuso da trent’anni, abbandonato alle intemperie del tempo che ha saputo lasciare il suo segno di demolitore, con gli unici spettatori che sono stati e tutt’ora lo sono: i piccioni e i loro escrementi.

Colpa anche del pubblico se i teatri sono abbandonati | Editoriale a cura di Mario Mattia Giorgetti

Il teatro appartiene ad una città di Sicilia, 40 mila abitanti; e non dico il nome per non gettare discredito sugli abitanti della città, che dovrebbero vergognarsi di aver abbandonato a se stesso un Teatro Cinema che per anni è stato operativo per spettacoli, proiezioni cinematografiche, conferenze, feste, matrimoni, concerti, sempre frequentati dalla cittadinanza.


Un teatro di proprietà di 320 azionisti, più o meno quanto è la capacità della platea, i quali non sono stati in grado di proteggere una loro proprietà, uno spazio destinato al pubblico, alla Comunità della città. Come è possibile che questi azionisti non siano stati capaci di tenere in funzione il loro teatro, che, ironia della sorte, prima di essere chiuso, erano state rinnovate le poltrone?Infatti, ora sono solo ricoperte da una coltre di sterco di piccioni.

È evidente che l’indifferenza, dettata da un eccessivo individualismo, ha prevalso nell’animo degli azionisti. Che distratti!


Ma alla loro indifferenza, alla loro distrazione, va aggiunto il disimpegno delle autorità locali, cioè del Comune, della ProLoco, della Provincia che tuttora è in vita, che nei trent’anni si sono alternati al governo della città .


Questo singolo episodio lo possiamo estendere a moltissime città, a partire da Milano che nel corso di questi ultimi anni ho visto chiudere molti teatri, e nessuno del pubblico che quei teatri ha frequentato, compresa la stampa, non si è fatta paladino a difesa di questi luoghi d’incontro. Penso al Sant’Erasmo, al Convegno, all’Odeon, all’Olimpia, al Durini, alla Commenda, e altri che adesso mi sfuggono dalla memoria. Eppure, Milano non ha reagito. C’est la vie!


Un invito ai Sindaci di quelle città italiane che hanno i loro teatri chiusi, in funzione di depositi, o destinati ad attività commerciali, non siate complici di questi misfatti, le vostre Comunità hanno diritto di conoscere, incontrarsi, socializzare, di condivisione, di sapere, di crescere; e se lo desiderate, sollevateli dalla loro indifferenza, spronateli a reagire. Il nostro, è solo un consiglio.


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