• Sara Morandi

Covid, Dott.ssa Iuliano: “Dietro ogni azione, c’e’ una ripercussione per tutti” | INTERVISTA

La testimonianza e le parole della Dott.ssa Milena Iuliano, medico di pronto soccorso, che attualmente presta servizio presso l’ospedale “Bolognini” di Seriate (Bergamo).

Esortazioni e raccomandazioni vengono alla luce per affrontare l’oggi, ma anche i prossimi mesi: “Vacciniamoci. Siamo responsabili”

INTERVISTA ALLA DOTT.SSA MILENA IULIANO

Gentile Dott.ssa Iuliano, La ringrazio infinitamente per la Sua disponibilità. Come procede la situazione Covid presso l'ospedale in cui presta servizio?

Attualmente all'ospedale Bolognini di Seriate (BG) la situazione Covid è abbastanza controllata. Dopo il trimestre dello scorso lockdown, dove abbiamo avuto la tragica esplosione dei casi di pazienti infetti, adesso siamo tranquilli ma pronti per l'eventualità che i numeri aumentino. Al momento stiamo supportando le nostre province vicine come Monza e Milano che se la stanno passando piuttosto male. Stiamo ampliando lo spazio dedicato alla gestione dei pazienti Covid in pronto soccorso, rispetto al settore per la gestione dei pazienti "puliti".

Riguardo alla campagna vaccinale, riferita all'influenza stagionale, crede che sia davvero opportuno che la maggior parte della popolazione (grandi e piccini) si vaccinino?

Si, lo consiglio sia perché ci aiuterebbe a distinguere altri malesseri dall'influenza, data la copertura vaccinale, sia perché sembra che il vaccino antinfluenzale abbia alleviato la sintomatologia del Covid in chi aveva effettivamente eseguito la vaccinazione. Purtroppo sono difficili da reperire, data la grande richiesta.

Parlando sempre di vaccini, crede davvero che nel primo trimestre del prossimo anno, riusciremo somministrare il vaccino anticovid? E' fiduciosa al riguardo?

Più che fiducia, è una speranza. Ma è ancora troppo presto per esprimersi al riguardo. Attendiamo informazioni certe da chi di competenza.


E' favorevole ad un eventuale lockdown generale come Marzo 2020?

Abitando in zona rossa, sto già vivendo un lockdown simile a Marzo 2020. Non so dare una precisa risposta a questa domanda. Siamo tutti molto combattuti tra il mandare avanti l'economia del paese e prevenire il collasso del sistema sanitario nazionale con una nuova ondata di contagi. Personalmente so che sono stanca, che non sopporterei una nuova ondata come quella di febbraio/marzo.

Come operatori sanitari, siamo tutti stremati e psicologicamente distrutti. Andare al lavoro e trovarci di nuovo davanti a una maschera per l'ossigeno o un paziente intubato ci fa piangere perché non ne possiamo più di vedere persone che soffrono e muoiono. È stato estenuante e non sapremmo davvero come fronteggiare una situazione simile a quella passata. Io spero che non diventi necessario un nuovo lockdown nazionale, ma se fondamentale per prevenire, sara’ giusto farlo.


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