• Sara Morandi

“DESDEMONA”, il nuovo album dei Rossometile: un appello a nome di tutte le donne vittime di violenza

I messaggi delle canzoni dei Rossometile sono potenti e rispecchiano temi attuali.

Con il loro nuovo album, "Desdemona", provano a raccontare l'amore come possesso e si appellano a tutte le donne vittime di violenza.


Perché un titolo come "Desdemona"? Naturalmente, sovviene il ricordo della tragedia di Shakespeare.

Sì, esattamente, il nome “Desdemona” è un nome di donna che letteralmente significa “nata sotto una cattiva stella”. Questo nome è diventato sia il titolo del disco che della traccia di apertura che immortala in sé il grido disperato di una donna a cui è stato tolto tutto, anche la speranza di migliorare la sua condizione disgraziata. Non ti nascondiamo che il riferimento all’opera di Shakespeare è presente in quanto anche la Desdemona moglie di Otello purtroppo ha una fine disgraziata, uccisa dal marito per un adulterio che non ha mai commesso, vittima ignara di un complotto scaturito da un sentimento di invidia nei confronti di Otello stesso. Il riferimento è evidente nello special del brano — la parte parlata — in cui si citano esplicitamente alcuni versi della “Canzone del salice” cantata da Desdemona nel IV atto dell’opera di Verdi tratta dalla tragedia shakespeariana, mentre la donna si trova in camera ad attendere la morte per mano di Otello, ignara delle sue colpe. Molti hanno colto nel nostro brano “Desdemona” anche un appello disperato a nome di tutte le donne vittime di violenza di genere di qualunque natura, a partire da quelle domestiche subite da compagni violenti, e in questo senso il riferimento a Otello si rafforza con la morte di Desdemona per mano del marito geloso.

“DESDEMONA”, il nuovo album dei Rossometile: un appello a nome di tutte le donne vittime di violenza | BySaraMorandi
“DESDEMONA”, il nuovo album dei Rossometile: un appello a nome di tutte le donne vittime di violenza | BySaraMorandi

Un altro brano che troviamo nel Vostro album e' "Sole che cammini". Perché l'amore può essere considerata una prigione?

L'amore può diventare una prigione nel momento in cui diventa possesso. In "Sole che cammini" abbiamo provato a raccontare quel tipo di condizione, il desiderio di liberarsi. Si tratta del racconto della fine di un rapporto che è stato molto poetico nel suo iniziare e nel suo svilupparsi, ma che poi si è contaminato, alterandosi e divenendo qualcosa di diverso e di pericoloso. Resta quindi alla fine solo il ricordo e il rammarico che nella divisione hanno come cornice soltanto il silenzio.

Prossimo sogno nel cassetto?

Stiamo già lavorando ai brani per il prossimo album elettrico; nel frattempo stiamo anche preparando un progetto speciale per il prossimo anno in cui la band compirà venticinque anni di attività! Si tratterà di un album, una sorta di “best of” che raccoglie alcuni brani della nostra longeva produzione rivisitati in chiave acustico sinfonica. Per il resto le nostre ambizioni sono quelle di continuare a suonare live e cercare di creare bellezza con le nostre produzioni. Lo facciamo innanzitutto per noi stessi.

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