• Mario Mattia Giorgetti

"E ora: sostenere gli Attori prima di tutto" | Editoriale a cura di Mario Mattia Giorgetti

Partiamo da una domanda: quale dovrebbe essere la vera funzione di un Ministero dello Spettacolo?

"E ora: sostenere gli Attori prima di tutto" | Editoriale a cura di Mario Mattia Giorgetti

Quella di spargere a pioggia denaro ad imprese private e pubbliche a fronte di un programma da svolgere nel corso di una stagione, purché esse rispettino determinati parametri richiesti? Fra essi: quantità di giornate lavorative per un numero preciso di lavoratori (attualmente per le compagnie il minimo di lavoratori tra tecnici e attori è di sei unità) e per un numero di recite documentate da borderò Siae?


Queste sono le voci che ogni compagnia, ammessa dalla normativa per un periodo di tre anni, deve rispettare.


Ma se alcuni attori di chiara fama un bel giorno avessero in mente di mettere in scena un’opera pur non facendo parte di una compagnia riconosciuta, non possono accedere alle sovvenzioni. Quindi niente progetti estemporanei. Ed è proprio su questi punti che vogliamo discutere. Progetti e lavoratori: perché gli attori che aspirano a realizzare un progetto non possono accedere agli aiuti? Il Ministero deve prendere in considerazione anche i progetti che nascono sul momento, per consentire una libera creatività da far conoscere. Inoltre la logica del Ministero, avvallata dall’Agis (Associazione Generale Imprese Spettacolo), è quella di tutelare opportunamente chi fa impresa, ma dovrebbe proteggere anche i lavoratori che questa impresa coinvolge, ossia dovrebbe obbligare le imprese a scritturare un minimo di attori e tecnici che sia degno di una compagnia, cioè di un numero consistente per mettere in scena almeno un classico, e non limitarsi solo a sei scritturati.


Una volta, nel lontano periodo degli anni ‘60, il minimo di scritturati era di 14 elementi. Da 6 a 14 è una differenza notevole e il Ministero di adesso, dopo il periodo di chiusura dei teatri, dovrebbe condividere questa ipotesi e non quella messa in atto nelle precedenti stagioni.

Con ciò vogliamo dire che contemporaneamente alle imprese il Ministero deve stare anche dalla parte degli attori.


Se pensate che al Ministero accedono più di centina e centinaia di realtà, se tutte queste rispettassero il parametro di 14 soggetti, avremmo molti attori occupati. Sapete quanti? Basta moltiplicare 8 attori per le centinaia e centinaia di compagnie e avremmo un considerevole numero di attori impiegati, invece di essere a spasso. Questa dovrebbe essere la vera funzione di un Ministero adesso. Questa dovrebbe essere la lotta che gli attori dovrebbero compiere.

Secondo noi dobbiamo proteggere, prima di tutto, gli attori, veri protagonisti degli eventi dal vivo, vero patrimonio della nostra cultura e della nostra crescita.


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