• Sara Morandi

Gianni Rosato attore dell’anno: “bello e impossibile”| INTERVISTA E FOTO

E’ uno degli attori che ammiro di piu’: Gianni Rosato. E’ stato protagonista di un anno - seppur difficile per tutto il mondo dello spettacolo - ricco di soddisfazioni. Lo vedremo nel film “La fuggitiva” diretto da Carlo Carlei, nel ruolo di Goran, un personaggio “cattivo” che fa parte di un clan di slavi. Sara’ a fianco di Elena Sofia Ricci – in “Che Dio ci aiuti 6” - nei panni di Claudio, ex-fidanzato di Elisa, con cui riscoppiera’ una passione amorosa. Nel film “Morrison” di Federico Zampaglione (Tiromancino) sara’ Renato Lay, un aspirante attore di cui non puo’, ovviamente, svelarci il destino. Infine, Gianni ha interpretato un cuoco sognatore ed attento - nello spot della “Carapelli” - nota azienda alimentare specializzata nell’olio.


INTERVISTA A GIANNI ROSATO


Carissimo Gianni, e' un piacere ritrovarti. Grazie per la tua consueta disponibilità. Parlaci di Goran, un personaggio "cattivo" che interpreti nel film "La fuggitiva" di Carlo Carlei.


Devo dire innanzitutto, che aver avuto la possibilità di lavorare con un grande regista come Carlo Carlei è stata una grandissima soddisfazione. Mi sono professionalmente innamorato di Carlo Carlei che ero un ragazzino, quando in TV andò in onda il film sulla storia di Padre Pio e poi quello su Enzo Ferrari, entrambi interpretati da un magistrale Sergio Castellitto. Mi sono detto: “un giorno voglio lavorare con lui” e devo dire che la vita è stata molto generosa ripagando i miei sacrifici e la dedizione che ci metto in quello che tutti potremmo chiamare lavoro, ma che non è un semplice lavoro, è la fortuna di riuscire a fare della propria passione una professione. Oggi come oggi è davvero un lusso. Ne “La fuggitiva” interpreto Goran, un cattivo che fa parte di un clan di slavi che decidono di rapinare una famiglia molto facoltosa, ma alla fine, come spesso accade nella vita, le cose non vanno come previsto … ma non voglio anticipare nulla. È una storia davvero avvincente e vi terrà col fiato sospeso per tutta la messa in onda. Sarà un prime time per Rai Uno.


In "Che Dio ci aiuti 6" interpreterai Claudio Dolfi. Puoi dirci qualcosa in più' sul tuo personaggio?


Claudio, è una vecchia fiamma del passato di Elisa. Ed è appunto dal passato che ritorna nel suo presente. Claudio ed Elisa rimetteranno tutto in discussione e saranno nuovamente travolti dalla passione … devo dire che gli sceneggiatori sono riusciti a creare delle dinamiche davvero avvincenti. E poi non dimentichiamo che nel cast c’è una grande protagonista, Elena Sofia Ricci, una delle attrici più premiate e più in vista nel panorama cinematografico e televisivo italiano. Non posso però non ricordare, che un lavoro ben fatto non è solo merito degli attori e del regista, ma è il frutto di un lavoro di squadra nel quale un posto rilevante spetta a tutti gli altri reparti, mi riferisco al trucco, parrucco, sartoria, organizzazione set, food, tecnici… centinaia di persone che lavorano all’unisono con un unico scopo, quello di fare un ottimo lavoro.



Parlando ancora dei tuoi progetti: chi e' Renato Lay?


Renato Lay è un’altra bella soddisfazione per me. È un uomo che proverà a fare l’attore, ma non vi dico se ci riuscirà … È un personaggio del film “Morrison” di Federico Zampaglione (Tiromancino) i protagonisti sono Lorenzo Zurzolo (Baby), Carlotta Antonelli (Suburra) e tanti altri bravi attori. Anche in questo caso devo dire che sono rimasto davvero colpito dal modus operandi di Federico Zampaglione. Oggi sono tanti gli artisti appartenenti a diverse categorie, che provano a cimentarsi nel mondo del cinema, si sente spesso parlare di cantanti che vogliono fare gli attori, o i registi non sempre con grandi risultati. Federico Zampaglione è stato una bellissima scoperta. La capacità di capire ciò che un attore può dare e veicolare le sue emozioni è da regista veterano. Lui ci riesce mettendoti subito a tuo agio. E poi si tratta di un film per il cinema dove il pubblico deciderà se la storia piace oppure no … ma lasciatemi dire che sarà un gran successo.


Lo spot della "Carapelli", in cui sei il protagonista, un cuoco attento e scrupoloso: ti sta davvero soddisfazione.


Non puoi immaginare quanto io ne sia soddisfatto… e chi se lo sarebbe mai aspettato che a soli dieci giorni dalla messa in onda avrebbe raggiunto e superato le 280.000 visualizzazioni. Ricordo benissimo il giorno in cui ho fatto il provino, ricordo molto bene quando mi chiamarono per dirmi che ero stato scelto per il ruolo del protagonista. Devo dire che amo la storia che viene raccontata in questo spot: un artista che ha un modo diverso di comunicare, di esprimersi. La sua passione per la buona tavola fa di lui un vero e proprio artista. Lasciandosi ispirare da una bottiglia di olio Carapelli, la sua cucina diventa una bottega d’arte e gli ingredienti, invece, una tavolozza di colori con i quali creerà il suo capolavoro… un piatto che offrirà ai suoi ospiti, che, come i critici d’arte e i casting director, sanciscono con i loro sguardi il successo della sua opera culinaria. Mi sento di dire anche che lavorare con un regista come Paolo Monico è stato oltre che professionale, molto divertente. Nella vita credo che sia “artista” chiunque sappia fare bene una determinata cosa, anche cucinare per esempio. Bisogna sempre valorizzare l’equilibrio dei contrasti, in cucina come nella vita… Mi piace pensare che per valorizzare un buon ingrediente sia necessario un cuoco che sappia non solo cucinare ma anche sognare … se smetti di sognare, smetterai anche di cucinare. Anche per me cucinare è un modo per comunicare, per esprimere la mia creatività: mescolare sapori meravigliosi a volte sorprendenti è una sfida continua, come nel cinema.



Una parola di conforto per il momento difficile che sta attraversando, purtroppo, anche il mondo dello spettacolo ...


L’emergenza COVID, ha aggravato, sino a renderla drammatica, una situazione di crisi che già da tempo aveva interessato il mondo dello spettacolo. Sono ormai indifferibili ed urgenti gli interventi pubblici a tutela di un settore che, non solo coinvolge un elevatissimo numero di persone - e non mi riferisco solamente a chi calca il palcoscenico ma alle diverse maestranze che rendono possibile che la magia dello show business avvenga - ma che rappresenta uno dei fondamentali valori culturali del nostro paese. Lo Stato dovrebbe tornare ad essere l’attore principale nella gestione del patrimonio artistico e culturale. Mi auguro che vengano accolte le istanze delle differenti categorie di lavoratrici e lavoratori del settore, intese ad ottenere il riconoscimento giuridico delle figure professionali del mondo dello spettacolo. In conclusione spero che da questa emergenza non si torni alla normalità, perché la normalità era il problema, ma si colga l’occasione per riformare definitivamente il sistema culturale italiano, rendendolo effettivamente un bene pubblico, essenziale, utile ed indispensabile.




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