• Angela Pensabene

Guendalina Ward: bella e dalla voce magica: al suo via, si scatena il talento | INTERVISTA

Guendalina Ward: “il cognome che porto è un onore, ma questo non basta, dietro c'è studio e formazione che faccio continuamente”.


INTERVISTA A GUENDALINA WARD


D. Come tutti sanno sei figlia d’arte ma anche tu vanti una carriera nel doppiaggio di tutto rispetto. Dalle serie tivù dal Cinema, passando per i film si animazione e cartoni animati, come anche la sua mamma, Claudia Razzi. Hai mai pensato di recitare in un film tuo?


R. Per me è una gran fortuna il cognome che porto, i miei familiari sono persone conosciute, diciamo che in questo senso mi è andata bene. Sinceramente sono sempre stata più appassionata di quello che c'era dietro le quinte. Quindi il doppiaggio in questo tempo è l’ideale, perché ti consente di regolarti su una serie di cose emozionali, senza apparire più di tanto. Per come sono fatta io, era la condizione migliore. Poi sai ci sono proprio cresciuta dentro e con il doppiaggio mi sono sentita sempre a casa. Anche se per dieci anni, essendo stata all'estero ho fatto tutt'altra vita. Insomma, nel doppiaggio mi sono sempre sentita accolta.

Guendalina Ward: bella e dalla voce magica: al suo via, si scatena il talento | INTERVISTA

D. Quanto pensi possa incidere la propria famiglia di appartenenza e il background in cui si cresce, per determinare delle scelte professionali?


R. Secondo me è estremamente importante, almeno nel mio caso è stato così, anche se i miei non hanno mai spinto verso questa professione. Quando mi sono approcciata al doppiaggio avevo 7 – 8 anni. Diciamo che il doppiaggio poi è stata una scelta mia, del tutto indipendente. Chiaramente avere una famiglia come la mia alle spalle, ti dà la possibilità di entrare e di accedere più facilmente al lavoro. Pensa che lì nell’ambiente, mi conoscono fin da bambina, quindi quando ti presenti nelle sale un conto è presentarsi non essendo dell'ambiente e avere un certo carattere per presentarsi. Ecco in questo per me è stato molto più semplice accedervi, ma il retaggio familiare non ti aiuta quando sei davanti al microfono, è lì che dimostri chi sei. Non tutti i figli d’arte, nel tempo e per il nostro mestiere, sono riusciti a trovarsi una posizione, per mille motivi. Perché il talento davanti al microfono lo devi dimostrare tu. Sei un po’ più sotto i riflettori, vengono fatti dei confronti, le cose che direbbero potrebbero essere: “Sentiamo cosa sa fare la figlia di Ward … Sentiamo cosa sa fare la figlia della Razzi… capito?...” Quindi è una grande fortuna, una grande mano soprattutto per l’accesso, cosa che oggi non è per nulla facile. Infatti per un ragazzo che si accosta a questa professione, covid a parte, è molto difficile oggi diciamo che è impossibile. Per cui essere figli d’arte ti consente l’apertura delle porte, poi per tutto il resto ci devi pensare tu, devi mettercelo tu. Perché questo è un mestiere che se funzioni vai avanti, altrimenti vieni eliminato e anche con una certa rapidità.


D. Quali progetti futuri ti attendono? Ce ne vorresti parlare?


R. Intanto è appena uscito un film, molto bello, diretto dai registi Gerard Bush e Cristopher Rena, il titolo è Antebellum l'attrice protagonista è Janelle Monàe, che ha aperto la cerimonia degli Oscar ad Hollywood. È un film molto forte, sul tema razziale, per tutti gli episodi che sono accaduti Ultimamente e che hanno avviato un certo filone cinematografico. Il film a causa della chiusura dei cinema è uscito su Prime video, ed è stato uno dei primi lavori in cui ho veramente sentito il transfert con l’attrice. Perché quando l’attrice da doppiare è così brava e il film è fatto così bene, questo riesce ad avvenire. Per esempio ti dico, nella scena iniziale in cui lei viene marchiata a fuoco in questo campo di schiavitù, che è una scena terrificante, io sono talmente riuscita ad entrare nel ruolo, a parte l'essermi sentita male, che hanno deciso di tenere sia i miei fiati che i pianti. Questo vuol dire che erano fatti talmente nella realtà è verità che hanno preferito tenere i miei. Per me questa è stata una cosa veramente incredibile, Perché è stata la prima volta che mi capitava una cosa del genere in maniera così forte.

Un altro lavoro che è uscito contemporaneamente su Prime è il doppiaggio di “Amiche in affari”, la cosa divertente è che questo film ha un tema più frivolo, con una comicità più totale; quindi per me è stato divertente vedermi misurare in due cose alla fine così diverse.Ho altri progetti, Purtroppo però abbiamo degli accordi di riservatezza molto stretti, per cui per adesso non posso parlartene e anticipare nulla. Però ti posso dire che sto lavorando a delle cose molto belle che usciranno presto.


D. In ultima battuta, cosa ti senti di consigliare ai ragazzi che vorrebbero intraprendere il tuo mestiere?


R. La prima cosa da fare è imparare a recitare, bisogna fare dei corsi di recitazione e purtroppo questo è il problema, perché di corsi di recitazione in Italia validi che non sono poi alla fine tristemente a scopo di lucro, ce ne sono veramente pochissimi. Quindi bisogna cercare di indirizzarsi in quelle poche realtà serie, poche ma serie che ce ne sono, che formino gli attori. Perché il doppiaggio, che è una specializzazione tecnica dell’attore, non può prescindere dalla recitazione, se non c’è quella emozione, quell’anima non potrai in nessun modo dare ciò che è dato dall’ attore col corpo. Non ci dimentichiamo che, durante il doppiaggio noi stiamo inchiodati non ci possiamo muovere, non possiamo fare nessun rumore altrimenti questi entrano nel microfono. Sai cosa significa fare una scena in cui tu sei incazzato nero e stai inveendo contro qualcuno? Se non hai una base di recitazione più che forte, tutta quella roba da fermo e inchiodato per terra non la fai e non la potrai riprodurre bene sulla tua faccia. Quindi il consiglio che mi sento di dare loro, prima di dire dovete studiare dizione, che certo è importante ed è una base, bisogna studiare recitazione, perché la recitazione è tutto. E ti dirò di più, il motivo per cui noi come famiglia Ward abbiamo sentito la necessità di aprire una società di formazione per attori, creata da Monica Ward e da mio padre, è dovuta al fatto che entrambi andando in giro a fare dei seminari, si sono resi conto che c’era poca serietà e siccome noi ci teniamo e vogliamo dare la possibilità di fare quella che è una professione artigianale, abbiamo deciso di formare la Ward Lab. Purtroppo il covid ci ha limitati, siamo riusciti a fare il primo workshop ad ottobre, però l’interesse è stato quello di dire: Noi siamo i Ward, una famiglia di professionisti che funziona, dove i ragazzi vengono e non buttano via i soldi e se hanno delle possibilità saranno inseriti nel mondo del lavoro.A volte c’è gente che fa corsi di doppiaggio senza essere mai entrata in una sala in vita sua, e vanno a fare i corsi e rubano solo soldi alla gente, senza avere idea di cosa significa fare doppiaggio. Per cui quello che posso consigliare ai ragazzi e di informarsi sulle scuole serie e studiare recitazione. Quest’ultimo concetto vale per tutti, anche per coloro che sono già avviati alla professione, per intenderci, io ad esempio faccio sempre corsi e seminari perché è bene formarsi continuamente e in sala la differenza la vedi.


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