• Sara Morandi

Intervista a Massimo Cotto: "Come diceva Bob Dylan, la strada è lunga ma ne vedo la fine ... "

E’ stato un onore, sia in qualita’ di giornalista che da amante della musica, intervistare Massimo Cotto: voce dell’emittente radiofonica “Virgin radio”, giornalista, disc jockey e scrittore di fama nazionale. In questa intervista ci ha parlato di uno dei suoi programmi del cuore “Stereo notte”, del suo parere riguardo alla vincita di Gaudiano e dei Maneskin all’ultimo festival di Saremo e del suo spettacolo dal titolo “Il Decamerock”

Intervista a Massimo Cotto: "Come diceva Bob Dylan, la strada è lunga ma ne vedo la fine ... "

INTERVISTA A MASSIMO COTTO


Gentile Dott. Cotto, e' davvero un piacere e, soprattutto un onore, intervistare un "pezzo" della storia della musica. Un monumento. Ricordo Piero Pelu', che dichiaro' all'ANSA: "Radiouno senza Massimo Cotto e' come la Fiorentina senza Antognoni". Che cosa penso' in quel momento?


La prima reazione, è stata di immenso orgoglio perché Piero è un grande tifoso della Fiorentina e, d’altra parte, Giancarlo Antognoni è stato il simbolo della Viola per tanti anni … In passato, era inimmaginabile vedere un altro giocatore con la maglia numero 10.

Uno dei piu’ grandi privilegi della vita, è quello di avere amici che ci sostengono, soprattutto nei momenti difficili e che sono felici quando le cose ti vanno bene. Questo, senza mai avere il minimo senso di invidia.


Fra i tanti programmi televisivi e/o radiofonici che ha firmato e condotto, qual e' quello o anche quelli, che ricorda con maggiore affetto?


A queste domande e’ sempre difficile dare una risposta … Tutti i programmi sono un po' come i propri figli … Quindi, sia quelli che hanno avuto un maggiore riscontro e quelli meno, fanno sempre parte di te, di quello che sei, della tua carriera. Dato però che non mi voglio sottrarre alla domanda, ti rispondo: “Stereo notte” perché è stata la grande nottata della mia vita. Avevo vent'anni, ventuno circa … Mi ero trasferito da poco a Roma da Asti.

Per me, era un po' come vivere un sogno, una dimensione parallela. Tutto quello che avevo sempre sognato, finalmente era a portata di mano … Per non parlare della magia che emana la radio di notte. In quegli anni, non c'era concorrenza ed e’ stato un periodo assolutamente impagabile.

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Cosa ne pensa della vincita a "Sanremo giovani" di Gaudiano e della vincita, nella categoria big, dei Maneskin?


La mia premessa è questa: in genere, sono sempre felice per la vittoria di tutti, con pochissime eccezioni nella vita … Tale vittoria, significa una grande possibilita’ per questi artisti, soprattutto in una fase difficile come quella di oggi, in cui vi sono momenti di contrazione del mercato musicale e i teatri chiusi. Ogni traguardo raggiunto, e’ indubbiamente una gioia.

A parer mio, quest’anno, mi è sembrato di vedere un po' meno coraggio da parte delle “giovani proposte” . A me e’ piaciuto molto Folcast (che ha cantato “Scopriti”) ma anche Gaudiano non è stato assolutamente male, anzi, e’ riuscito a scrivere una canzone parlando della perdita di suo padre senza cadere nella retorica, cosa non affatto semplice.

Per quanto riguarda, invece, i Maneskin non ho condiviso le reazioni negative dei critici: ci lamentiamo sempre che a Sanremo non c’e’ rock ma quando si presenta un gruppo che suona questo genere, non va bene perché “troppo rock”. Qualsiasi brano, stile, artista può piacere o non piacere, come legittimo … Gli artisti devono suscitare sentimenti contrastanti: meglio essere odiati piuttosto che generare indifferenza.


Pensa che il futuro della musica, sia in mano al rock?


Come dicevano i Punk: “Il futuro e’ da scrivere …” Purtroppo, non ho la sfera magica ma se penso che quando nacque il rock la maggior parte della gente, pronostico’ per questo genere solo pochi mesi, beh … Tutto e’ veramente imprevedibile! Credo di essere legittimamente portato a pensare che cosa possa essere il futuro: un qualcosa di misteriosamente in divenire.

Intervista a Massimo Cotto: "Come diceva Bob Dylan, la strada è lunga ma ne vedo la fine ... "

Se potesse, per un attimo, ascoltare una canzone da un grande autore che non c'è' più', chi sceglierebbe?


Nel campo rock, scelgo indubbiamente gli artisti delle 3 J: Jimi Hendrix Jim Morrison e Janis Joplin. A Janis Joplin chiederei di cantare: “Me & Bobby McGee” e “Cry Baby”.

Da Jimi Hendrix ascolterei volentieri “All along the watchtower” e dai Doors “Light my fire”. Per quanto riguarda invece, la musica italiana, rincontrerei il grande Lucio Dalla e mi farebbe piacere che cantasse “La sera dei miracoli” e “Ayrton”.


Per quanto riguarda il Suo lavoro, ci sono news che puo' anticiparci?


A breve dovrebbe ripartire, o forse sarebbe più corretto dire “partire” - dato che abbiamo fatto solo la data zero a Sant'Agata Bolognese - il mio nuovo spettacolo teatrale con Mauro Ermanno Giovanardi, Chiara Buratti e Francesco Santalucia, dal titolo “Il Decamerock”, tratto dal mio penultimo libro. Inoltre, sto scrivendo il mio nuovo libro, dopo quello pubblicato con Ligabue. Per me, l’importante e’ scrivere. La forma viene dopo un po’, per cui penso che uscira’ prima di Natale. Naturalmente, spero che si riapra tutto e che si possa tornare alla vita di prima. Tutti i festival, le commissioni e le direzioni artistiche che avrei dovuto guidare sono state sospese e mi auguro che dall'estate 2021, si possa vedere un pizzico di luce … Come cantava Bob Dylan: “La strada è lunga ma ne vedo la fine, almeno crediamoci”.


Link:


https://www.instagram.com/massimocottoofficial/

https://www.facebook.com/massimo.cotto.mc

https://www.virginradio.it/sezioni/1192/massimo-cotto

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