• Sara Morandi

Intervista all’attore e doppiatore Massimiliano Virgilii: "Saro’ l’ispettore Giuseppe Dosi"

In questa intervista abbiamo parlato con il grandissimo Massimiliano Virgilii, attore, doppiatore e direttore del doppiaggio. Oltre a raccontarci come iniziare la strada del doppiaggio, che non e’ esclusa a coloro che sono agli esordi e che non hanno nessun aggancio nel settore, ci anticipa quali saranno i suoi prossimi impegni professionali: ne “Il mostro di Roma”, dedicato al caso di Girolimoni nel ventennio fascista, diretto da Cristiano Barbarossa e Fulvio Benelli interpretero’ l’ispettore Giuseppe Dosi”

Intervista all’attore e doppiatore Massimiliano Virgilii: "Saro’ l’ispettore Giuseppe Dosi"

INTERVISTA A MASSIMILIANO VIRGILII


Caro Massimiliano, sei un attore, un doppiatore e un direttore del doppiaggio. E' vero, che nel caso in cui, non si abbia una strada già' spianata, e' difficile inseguire la strada del doppiatore?


No, non è assolutamente vero. Questo purtroppo è un falso storico dovuto al passato, quando in effetti, questo mestiere era una sorta di mistero e difficilmente accessibile vista la mancanza di scuole adeguate e, ovviamente, se conoscevi qualcuno era più semplice assistere ad un doppiaggio e diciamo anche che per fare questo mestiere ci voleva (e ci vuole tuttora) una grande conoscenza ed esperienza senza la quale era (ed è ancor oggi) complicatissimo diventare un doppiatore.

Oggi, le cose sono cambiate radicalmente perché esistono molti corsi di doppiaggio che ti possono aiutare a inserirti in questo mondo. Comunque come in tutti i lavori, soprattutto quelli artistici poi ci vuole talento e tanta dedizione. Rimane il fatto che questo è un lavoro che più frequenti le sale, più studi e ti eserciti e più “lavori”, più migliori e col tempo arrivano risultati. Esistono molti bravi o discreti attori che non sanno doppiare e/o doppiarsi e molti doppiatori scarsi nella presa diretta perché troppo impostati. Questo per dirti che il doppiaggio richiede una tecnica molto molto particolare a parte una perfetta dizione e il saper recitare.



Nel caso in cui si intenda diventare doppiatori, e' davvero necessario trasferirsi a Roma? C'e' un limite di eta'?


Fino a una trentina di anni fa, era necessario trasferirsi a Roma perché si doppiava solo a Roma. Adesso, esistono anche altri posti come Milano e Torino ma, il 90% delle lavorazioni, continuano a predominare su Roma, soprattutto le più importanti anche perché i migliori e i più famosi doppiatori sono a Roma.

La capitale fra impianti, macchinari, sale, fonici etc. etc. non la “batte” ancora nessuno. Roma è la storia del doppiaggio italiano. Un po’ come lo era Cinecittà per il cinema. E’ una tradizione che assicura qualità.

Per quanto riguarda l’età, come per la maggior parte delle professioni, prima impari e prima ti approcci al doppiaggio e più possibilità hai di emergere.

E’ difficile che un quarantenne o un cinquantenne decida di diventare doppiatore, a meno che non abbia un talento mostruoso. ma dovrebbe comunque contendersi con i suoi pari età che nella stragrande maggioranza dei casi, sono già bravissimi doppiatori e che hanno molta più esperienza e fama di lui.

E poi si sa, si apprende molto di più e più velocemente quando si è giovani se non addirittura adolescenti.

Per quanto mi riguarda, ad esempio, ho iniziato a vent’anni circa e, avanti a me, c’erano coetanei che avevano iniziato da bambini, molto più bravi ed esperti che vincevano tutti i provini ai quali partecipavo. Ho dovuto lottare, faticare e studiare parecchio per raggiungerli e, alcuni di loro onestamente, non sono riuscito ancora a raggiungerli! (Ah ah ah).

Intervista all’attore e doppiatore Massimiliano Virgilii: "Saro’ l’ispettore Giuseppe Dosi"

Come doppiatore, che cosa ci puoi anticipare? Nuovi doppiaggi a breve?


Ultimamente ho partecipato alla serie Lupin su Netlix con una piccola ma importante parte diretta dal buon Roberto Gammino e “Luck” con Dustin Hoffman doppiato dal mitico Giorgio Lopez sempre per Netflix e diretto dal gigante Riccardo Rossi. Ma come ti accennavo l’altra volta, la cosa più interessante la sto facendo per un podcast, “il mostro di Roma” che sarebbe il caso Girolimoni nel ventennio fascista diretta da Cristiano Barbarossa e Fulvio Benelli dove interpreto l’ispettore Giuseppe Dosi. Sarà un successo assicurato perché gli autori e registi Cristiano e Fulvio sono due geni talentuosi già più volte premiati per le loro opere. Successivamente dirigerò il doppiaggio di un reality anche questo su Netlix chiamato “The circle” arrivato sarà alla seconda stagione, un prodotto molto attuale (ahimè), una sorta di grande fratello dove i protagonisti comunicano tra loro solo tramite una chat.


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