• Angela Pensabene

Joseph Nenci: Vivo di cinema e per il cinema, e questo e' il mio grido di dolore

"Il Cinema ci fa sorridere, ci fa piangere, ci fa sognare"

In questa intervista, Joseph Nenci ci parla dei suoi progetti. In essi vivono bellezza, profondità e quell'Assenza che si fa Essenza vitale di arte.

Joseph Nenci: Vivo di cinema e per il cinema, in questo il mio grido di dolore
Joseph Nenci: Vivo di cinema e per il cinema, in questo il mio grido di dolore

INTERVISTA A JOSEPH NENCI


Nello scorso ottobre, era uscito il suo film The Italian Warrior, che purtroppo ha visto frenata la proiezione nelle sale dal decreto del 3 Novembre. Quale messaggio avrebbe desiderato che arrivasse al pubblico?


“Le primissime battute di The Italian Warrior recitano: “esistono un milione di ragioni per rinunciare. Una sola per andare avanti. Non importa quale sia il tuo sogno. Sii quell’unica ragione”. Questo, in buona sostanza, è il potente messaggio di speranza che si cela dietro questa pellicola e che senza mezzi termini ho cercato di trasmettere”.


Quali sentimenti, a causa di tali provvedimenti ha dovuto affrontare dopo quella data?


“Una tremenda tristezza. La verità è che approdare nelle sale cinematografiche non è affatto impresa semplice e comporta un grande dispendio di energie, sotto tutti gli aspetti. E anche a patto di avere “per le mani” un buon prodotto, non vi è garanzia alcuna che possa raggiungere il grande schermo. Con perseveranza e profonda passione, grazie anche alla Casa di distribuzione Trasmetto.it e il Gruppo Giometti Cinema, c’eravamo riusciti, tanto che alla prima nazionale al Multiplex “Le Befane” di Rimini, abbiamo registrato un sold out su due sale con più di 300 spettatori. Un trionfo desiderato ma… inaspettato. E con numerose altre sale sul suolo italiano già programmate per i mesi successivi come il Multiplex “Augustus” di Velletri, lo storico Cinema “Nosadella” di Bologna e il “Gambrinus” di Pennabilli per citarne solo alcuni, il danno della chiusura è stato davvero inestimabile”.

Joseph Nenci: Vivo di cinema e per il cinema, in questo il mio grido di dolore
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Joseph Nenci: Vivo di cinema e per il cinema, in questo il mio grido di dolore
Joseph Nenci: Vivo di cinema e per il cinema, in questo il mio grido di dolore

Con lo spettacolo H[you]Man - Il pensiero umano da Platone alla fake news, quali obiettivi si è prefissato?


“Rispondo a questa domanda con le parole del Dr. Giulio Gallo, protagonista del mio spettacolo teatrale. “Il pensiero umano è legato all’eudaimonia, la ricerca della felicità. H[you]MAN è questo. Un percorso diacronico che tramite i più straordinari filosofi greci, orientali e contemporanei conduce mediante la techne’ della video arte a ricercare l’antidoto a ciò che invece sta conducendo l’homo digitale al totale regresso intellettuale. Il credere senza via di scampo al dilagarsi di fake news che soltanto perché vengono divulgate nelle reti sociali diventano un paradigma da accettare senza condizioni. La retorica è la nemica giurata della filosofia. Che cosa unisce Platone e Matrix? Agostino e i nostri tabu’? Il concilio di Nicea e Hitler? Kennedy e Cartesio? H[you]MAN discende nella caverna socratica per toccare il fondo del nichilismo umano per poi risalire verso la luce della verità, fra Eros, l’Islam, il Don Giovanni di Mozart, tentando di risvegliare le coscienze dell’uomo nella domanda più antica. Perché avere paura della morte? Quando ci siamo noi lei non c’è. E quando c’è lei, non ci siamo noi. Quello di cui bisogna aver paura è invece credere a ciò di cui non si ha nessuna testimonianza reale se non un “like” su Facebook. Perché stupido è chi lo stupido fa”.


C'è un qualcosa di riflessivamente ironico e veritiero nel titolo, visti i tempi in cui i social sembrano tuttologia filosofica, ce ne vorrebbe parlare?


“Purtroppo oggi giorno viviamo una forma patologica di bulimia digitale che ha fatto ingrassare a dismisura l’illusione di democrazia che tutti noi percepiamo. Le opinioni, sotto forma di post sui vari social, assumono sembianze quasi dogmatiche in ogni ambito. Siano esse politica, sport, medicina ecc ecc. Tutto questo mi spaventa molto. Non so dove ci porterà quest’utilizzo ossessivo dei nostri avatar digitali. Certamente, e qui l’ossimoro celato nel titolo, a porci tutti la grande domanda: Quanto di umano c’è, in noi esseri umani?”.


Il cortometraggio Assenza Essenza, che tra l'altro partecipa alle selezioni per la candidatura ai David di Donatello, riflette su questa drammatica situazione che sta vivendo da un anno circa il mondo del Teatro e dello spettacolo in generale. Vorrebbe dare una chiave di lettura interpretativa ai nostri lettori?


“Che fine hanno fatto i sogni? A pensarci bene potrei ricondurre la genesi di questo progetto a partire proprio da questa domanda. Inutile dire che il comparto artistico, proprio a causa di questa dannata pandemia, ha accusato un colpo durissimo che ancora oggi si riverbera da nord a sud in tutto il nostro Paese. Cinema, teatri, musei, fiere di settore, concerti… tutto chiuso. Da questo dramma, la necessità di creare un “collettivo artistico” deciso e determinato a farsi sentire e lasciare il proprio contributo di provocazione e speranza, auspicando vivamente che si possa tornare presto a vivere dal vivo l’Arte, in quegli scrigni di passioni ed emozioni quali i teatri, i cinema, le arene, che sin dalla notte dei tempi hanno fatto sognare grandi e piccini in ogni parte del globo”.

Joseph Nenci: Vivo di cinema e per il cinema, in questo il mio grido di dolore
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E se potesse far arrivare il suo pensiero, cosa vorrebbe dire all'opinione pubblica e agli organo di Stato?


“Più che un pensiero, mi concedo una riflessione “a voce alta”, conclusiva, a manifesto delle emozioni di cui siamo stati tutti depredati.

Il cinema ci fa sorridere. Ci fa piangere. Ci fa viaggiare.

Sono stato con Tom Hanks sull’Apollo 13 quel giorno. E ho stretto forte la mano anch’io a Leonardo di Caprio mentre spariva nelle profondità dell’oceano.

Ho pilotato un F-14 con Tom Cruise e sono stato sotto il comando di Russell Crowe in Master and Commander. Ho esplorato gli abissi con Ed Harrys e anch’io ho fatto il tifo per Jim Carrey in Truman Show.

Quel giorno c’era un’afa insopportabile a Zabriskie Point ma in compenso diluviava come Dio la mandava quando Darcy fece la sua dichiarazione d’amore.

E poi sono stato il quarto ladro assieme a Boldi, Banfi e Villaggio ma anche poliziotto assieme a Montesano e Pozzetto. Ho riso a crepapelle con Totò e mi sono incazzato come una iena con Backcountry.

Il cinema è tutto questo… e molto altro ancora.

Quando stacchiamo un biglietto per entrare in sala, non acquistiamo solo un posto comodo in poltrona con l’aria condizionata e la visione su uno schermo gigante.

In quel momento, stacchiamo un biglietto per un viaggio in un sogno… senza confini, verso l’immortalità. Vivo di cinema e per il cinema, e questo è il mio grido di dolore”.


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https://www.instagram.com/josephnenci/


Joseph Nenci: Vivo di cinema e per il cinema, in questo il mio grido di dolore
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