• Sara Morandi

“La casa di Paolo”: un libro per i ragazzi di tutte le eta’ su Borsellino | INTERVISTA

“La casa di Paolo”, un libro nel viaggio della vita del magistrato Paolo Borsellino, con un linguaggio semplice ed efficace: adatto soprattutto ai piu’ giovani. Il libro e’ stato scritto da Marco Lillo e Sara Loffredi e la prefazione e’ stata affidata a Salvatore Borsellino, fratello del giudice


La storia narra di Lorenzo, un quindicenne che insieme ai suoi compagni di liceo, si ritrovera’ in Sicilia per scoprire piu’ a fondo la vita del giudice. Non mancheranno emozioni condite di realta’ e conoscenze dall’animo sincero.


INTERVISTA AD UNA DELLE AUTRICI: SARA LOFFREDI


Gentile Sara, come mai la decisione - insieme al coautore Marco Lillo - di dedicare un libro a Paolo Borsellino? Come sa, ci sono molte testimonianze testuali, da sempre. Il motore che ha acceso la voglia di scrivere su Borsellino …


La decisione è partita da Marco Lillo, coautore del libro e vicedirettore del Fatto Quotidiano. Aveva nel cuore da sempre la volontà di dedicare un libro alla figura di Paolo Borsellino e, coinvolgendomi in questo progetto, mi ha trovato assolutamente concorde: anche per me la storia di Paolo è stata fondamentale. Mi sono iscritta a Giurisprudenza nel 1997, una manciata di anni dopo le stragi di Capaci e via d'Amelio ed è innegabile che i due giudici abbiano significato per me - oserei dire per tutti noi che iniziavamo un percorso del genere in quegli anni - un riferimento imprescindibile.


L'idea di utilizzare la voce narrante di un giovane, serve ai lettori, per una maggiore scorrevolezza e per agevolare la lettura?


Dovendo scrivere una storia dedicata ai ragazzi, ho pensato che il modo migliore per coinvolgerli fosse immaginare un gruppo di loro coetanei alle prese con la memoria di Paolo. Nella finzione del testo troviamo una classe di quindicenni coinvolta dalla loro professoressa in un progetto sulla mafia: all'inizio nessuno di loro ne capisce il valore, sembra una lezione come un'altra. Ma come in tutte le cose importanti, che richiedono tempo, a in tratto nel protagonista Lorenzo e nei suoi compagni scatta qualcosa, iniziano a sentire più vicina la figura di Borsellino e ognuno di loro ne trae qualcosa per sé: il coraggio, il senso di giustizia, una figura paterna. A quel punto si trovano coinvolti in un viaggio che li porta a Palermo, nei luoghi della lotta alla mafia e nella "Casa di Paolo" che dà il titolo al libro ed è una struttura realmente esistente, realizzata da Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo, nei locali della vecchia farmacia di famiglia. È un luogo dove i bambini che hanno come unica alternativa la strada, in un quartiere difficile come la Kalsa a Palermo, trovano un luogo sicuro per studiare e crescere.

Pensa che tutti noi, come adulti, abbiamo la responsabilità' di far conoscere Paolo Borsellino e Giovanni Falcone?


Certo che sì, la responsabilità di testimoniare chi erano Falcone e Borsellino è nostra, perché noi abbiamo vissuto quegli anni e ricordiamo quando abbiamo acceso la televisione nel 1992 e ci siamo sentiti vinti, a poca distanza, per due volte. Ma ricordiamo anche quello che è nato da quel momento tragico, la spinta alla legalità che ha messo radici spontaneamente come anticorpo nella società civile ed è anche questa testimonianza di speranza e coraggio che va trasmessa ai ragazzi.




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