• Sara Morandi

Manuela Ventura: “Proviamo ad immaginare che nel pacco regalo ci sia la volontà di un cambiamento”

Manuela Ventura, attrice d’eccezione si racconta in questa bella intervista.

Il suo impegno nella campagna #nonseisola contro la violenza sulle donne, la grave difficolta’ che sta attraversando tutto il mondo dello spettacolo, in particolare i teatri e le sale cinematografie. Inoltre, indimenticabile e di recente successo la sua esperienza sul set “Io, una giudice popolare al maxiprocesso” insieme a Nino Frassica e Donatella Finocchiaro per la regia di Francesco Micciche’.


INTERVISTA A MANUELA VENTURA


Manuela, recentemente, L'abbiamo vista impegnata nella campagna #nonseisola di Alley Oop, contro la violenza sulle donne. Cosa possiamo aggiungere in merito? Secondo Lei perché è ancora così attuale questa orribile tematica?

Ancora è troppo poco lo spazio che viene dato alle donne, noi non siamo una categoria, un sottotitolo, uno slogan, una quota, un colore, siamo, dovremmo essere, alla pari, ci sono le donne come ci sono gli uomini. Più spazio, più libertà, più rispetto, più parità.

Devo ringraziare tutto il gruppo di Alleey Oop per avermi coinvolto. La loro campagna #nonseisola, così come altre iniziative, ci spingono ad affrontare sempre con attenzione, impegno e presenza, un problema primario che non deve essere abbandonato mai, anzi dichiarato sempre più apertamente e quotidianamente.

Le ricerche, i numeri parlano chiaro: una donna su tre al mondo ha subito violenza e questo periodo di lockdown ha ulteriormente peggiorato la situazione.

È una condizione strutturale che necessita di un impegno forte per un cambiamento comune un cambiamento di coscienza, di cultura, di futuro.

Vite umane minacciate, insultate, mortificate, percosse, violentate, uccise. Ognuna di queste azioni, a cominciare dal linguaggio che viene utilizzato, ci dovrebbero scuotere tutte e tutti, ci dovremmo tutti sentire coinvolti e decidere di reagire, di parlare con i nostri figli, nipoti, amici, di dare un sostegno a chi è vittima di violenza. Gli uomini e le donne però devono farlo insieme, non è un problema delle donne. Come si può rimanere indifferenti quando si sente parlare di oppressione e abuso?

È una condizione che va contrastata e l'auspicio è che, sempre più, anche gli uomini si assumano la responsabilità, diano l'esempio e affrontino il problema in prima linea.

C'è bisogno di dare fiducia e protezione a chi è vittima di violenza, c'è bisogno di una rete sociale intorno che dia segnali forti, c'è bisogno che la legge persegua con sempre maggiore incisività la tutela delle vittime.

Un'altra Sua splendida interpretazione all'interno della docufiction "Io, una giudice popolare al maxiprocesso" a fianco di Donatella Finocchiaro e Nino Frassica.

Che cosa può raccontarci di quest'esperienza? I ricordi sul set?

La docufiction è stata diretta da Francesco Miccichè e prodotta da Stand by Me in collaborazione con Rai Fiction, ha il soggetto di Simona Ercolani, la sceneggiatura di Pietro Calderoni ed Ivan Russo, la consulenza storica di Francesco La Licata, lo script editor Filippo Gentili, e racconta una pagina importante della storia contemporanea italiana nella nella lotta alla mafia con un taglio particolare ed una prospettiva inedita, quella della giuria popolare.

"Anche nelle sfide più complicate, chiunque, anche una persona normale, può essere decisiva". Questa è una delle battute che Nino Frassica, bravissimo interprete del magistrato Alfonso Giordano, dice a Caterina, interpretata dalla magnifica Donatella Finocchiaro, che accetterà come giudice, sintetizzando il punto di vista delle giudici popolari Teresa Cerniglia, Maddalena Cucchiara e Francesca Vitale, insieme ad altri , di assumersi questo compito con responsabilità e grande senso civico.

Queste e questi giurati sono donne e uomini semplici ma dal grande valore civile, che si sono impegnate con coraggio in una battaglia enorme e durissima rappresentando con impegno e lealtà il popolo italiano.

Il film ripercorre la storia del Maxiprocesso di Palermo tramite preziose interviste, filmati d'epoca e ricostruzioni di fiction. Parte del film è stato girato dentro l'aula bunker dove si tenne realmente la Camera di Consiglio del processo, così come ci sono le scene nella vera camera della morte, mentre alcune riprese sono state realizzate nelle stanze di ristoro e in quelle in cui dormirono i giurati in quei 35 giorni.

Ho vissuto con grande emozione la partecipazione a questo progetto, sia per la gioia di poter nuovamente riprendere a lavorare e di poterlo fare finalmente diretta da Francesco Miccichè sia per il senso profondo che questo progetto ha in sé. Un senso di partecipazione individuale e collettiva, un modo per coltivare la memoria e ispirare un valore di comunità, di responsabilità del singolo insieme con le forze sane della società civile. Per me, che ero ragazzina a quei tempi , è stato un modo per assumermi una parte di responsabilità in questo racconto che ci riguarda tutti, nella prospettiva di parlare anche alle nuove generazioni.

Sicuramente entrare per la prima volte nell'aula bunker è stato un impatto molto forte, come se si potesse ancora sentire un eco, sicuramente una sensazione profonda.

La bellezza è stata quella di poter lavorare affiancando un cast di persone, attrici e attori, bravissimi, oltre ai protagonisti principali, Pierluigi Corallo, Francesco Foti, Paolo Giangrasso, Gaetano Aronica, Chiara Cavaliere, Domenico Ciaramitaro, Davide Paganini e tanti altri.

Non era facile restituire l'emozione di quelle storie, ma ancora ricordo una delle scene in cui, senza neanche dircelo, a me e Donatella sono scese le lacrime e anche la bellissima intesa che il regista è riuscito a creare sul set.


Come passera' questo Natale? Un po' "ristretto" e triste.

Questo Natale lo definirei diverso, spero non triste, sarà una dimensione raccolta, pensierosa forse, mi auguro però calorosa, sarò con la mia famiglia, ci sarà con noi la nostra gatta, approfitteremo dei mezzi tecnologici per stare insieme virtualmente ai miei genitori, a mio fratello che vive fuori dall'Italia, agli altri parenti e amici. Telefoneremo, manderemo biglietti di auguri, penseremo a chi è in maggiori difficoltà. Sarà un tempo di attesa e di speranza. Bisogna approfittare per trovare qualcosa di positivo in tutto questo periodo così difficile, provare ad immaginare che nel pacco regalo ci sia la volontà di un cambiamento, qualcosa che ci porti tutti a pensare qualcosa di diverso, a pensarci più uniti, solidali, è una condizione che riguarda ogni parte del mondo, sperare solo per sé sarebbe davvero, in questo caso sì, una cosa triste, un Natale triste.


Quali sono, se puo' dirceli, i Suoi prossimi progetti lavorativi?

Prima di tutto mi preme sottolineare la durissima condizione dei lavoratori dello spettacolo, in particolar modo quelli dello spettacolo dal vivo e delle sale cinematografiche, che, nel rispetto delle misure attuate per contrastare lo stato di emergenza sanitaria del paese, subiscono le pesanti conseguenze delle chiusure con relativi annullamenti di spettacoli, concerti, proiezioni di film, insomma perdita del lavoro per moltissimi di noi. Fatta la premessa, a maggior ragione mi ritengo fortunata poiché in questo periodo per conto del Teatro Stabile di Catania, ho preso parte alle prove di Baccanti, regia Laura Sicignano, con un nutrito cast artistico e tecnico che vorrei nominare tutto, in ordine alfabetico, per dare la misura di quanta gente lavora in un teatro per la realizzazione di uno spettacolo

Riccardo Cappello, Giorgia Coco, Elio Di Franco, Egle Doria Alessandra Fazzino, Antonio Ferro, Guido Fiorato, Lydia Giordano, Carmelo Marchese, Gaetano La Mela, Vincenzo La Mendola, Claudia Mollica, Silvio Laviano, Filippo Luna, Alessandro Mangano, Francesca Marsela, Franco Mirabella, Silvia Napolitano, Nicola Alberto, Orofino Antonio, Parrinello Vincenzo, Pirrotta Edmondo, Romano Ylenia, Romano Luca, Serra Laura, Sicignano Alessandra, Vannucci Manuela Ventura. Inoltre, sto ultimando le riprese per una serie per Netflix in collaborazione con Cattleya ma al momento su questo non possiamo rivelare altro.

L'augurio è che arrivino anche nuovi progetti perché significherebbe che anche il nostro settore prova a rimettersi in piedi.

Ringraziamo per la collaborazione la Sig.ra Elisa Frabotta dell'agenzia Diberti & C.

http://www.dibertiec.com/


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