• Sara Morandi

Massimiliano Gallo, “Imma Tataranni”: “Pietro avra’ uno sviluppo interessante” | INTERVISTA

Massimiliano Gallo, attore affascinante e simpaticissimo, ha recentemente vestito i panni di Pietro De Ruggero, marito del sostituto procuratore “Imma Tataranni” fiction di Raiuno campione di ascolti, con protagonista la stratosferica Vanessa Scalera.


Massimiliano, in questa intervista, ci racconta del suo rapporto professionale con Vanessa, del loro feeling e dell’immensa bravura del regista Francesco Amato. Ad inizio 2021 inizieranno le riprese della seconda serie: che cosa succedera’ al personaggio di Pietro?


INTTERVISTA A MASSIMILIANO GALLO


Massimilano, uno dei tuoi ultimi successi, e’ stata l’interpretazione di Pietro De Ruggero, marito di Imma Tataranni, fiction di Raiuno campione di ascolti. Com’e’ stato il tuo rapporto con Vanessa Scalera sul set? Come hai costruito il tuo personaggio?


Da subito avevamo capito che sarebbe stato un appuntamento fisso per i telespettatori italiani perche’ aveva una scrittura perfetta con una bella struttura dedicata alla psicologia dei personaggi, alla loro profondita’. Inoltre, altra perla e’ il cast sia tecnico che artistico: partendo da Vanessa Scalera, con cui c’e’ stato - fin da subito - un “amore artistico”.

Ci siamo “annusati”, riconosciuti e, immediatamente abbiamo instaurato un bel feeling.

Con lei, mi sono divertito molto sul set perche’ abbiamo creato situazioni, alcune da copione, altre improvvisate e volutamente realizzate con il regista Francesco Amato. Un direttore della pellicola straordinario che ha curato molto gli attori e credo che questo sia stato percepito anche dal pubblico. Che dirti … Un successo davvero meritato per “Imma Tataranni – Sostituto procuratore” che ha avuto un record di ascolti anche in occasione della replica di ottobre scorso.

Si vocifera di una seconda serie: puoi darci aggiornamenti in merito?


Confermo che inizieremo a girare a gennaio 2021 per terminare ad agosto. Anziche’ 6, saranno 8 puntate. Il mio personaggio avra’ uno sviluppo curioso che, come certamente capirai, non posso svelare. Un personaggio, quello di Pietro, che mi sono cucito addosso. Un uomo moderno, per essere un cittadino del sud (la storia, come sai, e’ ambientata a Matera in Basilicata), accanto ad una donna che ha un ruolo di prestigio nella societa’, essendo un sostituto procuratore. Molti telespettatori non lo avranno capito ma Pietro e’ un impiegato comunale che si occupa della casa, della famiglia, della figlia, con un grande senso di gratificazione e di realizzazione, senza pensare che sia un ripiego. Pietro ama Imma. I due hanno un rapporto di amore e di intimita’ particolare. Insomma, un bel racconto.


Due parole sul difficile momento che sta vivendo tutto il mondo della cultura e dello spettacolo.


Durante il primo lockdown, insieme ai tanti addetti ai lavori, abbiamo sentito l’esigenza di creare un’associazione dal nome “UNITA” per colmare l’enorme vuoto che si stava creando.

Stiamo lavorando ad un periodo assai complicato: “un’emergenza sull’emergenza” e con tempi ristretti. All’interno del direttivo siamo 11 elementi e, da mesi, stiamo studiando i vari decreti per trovare proposte interessanti. Il nostro sogno e’ quello di incidere sul nuovo contratto di lavoro sull’audiovisivo e di mettere a posto quello del teatro.

L’arte e la cultura sono simboli di civilta’ e in questo momento pare che non siano necessari. Questo lo trovo inaccettabile sia come attore che come cittadino.

Dopo la prima riapertura (in estate fino a settembre circa) l’AGIS ha registrato 347 mila spettatori con - per fortuna - 1 solo caso di contagio da covid. Il teatro o altre strutture per il pubblico sono sicure, chiaramente, con le giuste precauzioni e protocolli del caso.

L’attuale politica pensa che il supermercato sia necessario mentre tutto cio’ che e’ cultura, come lo spettacolo, non lo sia. Non l’ho trovata proprio una soluzione riaprire tutto in estate per poi richiudere tutto a fine settembre. La cosa migliore, forse, sarebbe stata di scaglionare gli orari, ad esempio: ingresso negli uffici fino alle 09:00, le scuole alle 10:00 e i negozi a mezzogiorno con chiusura in serata. E’ assurdo e anche pericoloso, il messaggio che sta passando: ovvero, che il teatro e la cultura non siano indispensabili. Il teatro e’ un luogo di incontro, di cultura e si fa anche politica. Mi piacerebbe che l’Italia si occupasse diversamente della sua cultura, come ad esempio accade in Francia. L’artista e’ riconosciuto e apprezzato, in quanto rende migliore la propria societa’. Gli artisti francesi sono su un piccolo piedistallo, ma non per fama o notorieta’, semplicemente perche’ hanno un compito che la societa’ gli riconosce: arricchisce moralmente e psicologicamente, appunto, il proprio popolo.



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