• Angela Pensabene

Matteo Filippini: La musica è tutto e in tutto

Aggiornato il: mar 20

Il mentalismo è una forma di spettacolo con fenomeni apparentemente inspiegabili!


Lei è un musicista, appassionato di rock. Ha collaborato con i Deep Purple, i Toto e i Jethro Tull.

Quale alchimia mentale ha la musica per lei?


La musica è vita e non solo per chi, come me, la musica l’ha fatta per tanti anni. La Musica sta nelle parole che diciamo, nei rumori della città, nella radio che, assonnati, accendiamo al mattino in macchina, nelle risate. Tutto è musica. Il grande filosofo Arthur Schopenhauer distingueva la musica dalle altre forme d’arte, perché in essa non è più rintracciabile nessun riferimento al mondo concreto e il suo linguaggio è universale.

Io sono un musicista autodidatta, non ho rigorosi studi alle spalle come potrebbe essere per un musicista classico e, più che eccellere sul mio strumento principale (la chitarra elettrica), ho dedicato molte delle mie esperienze musicali alla composizione di musica originale. Il linguaggio che più mi rappresenta come musicista e songwriter è senz’altro il rock blues di matrice anglosassone e americana. Sono cresciuto consumando i dischi sia blues di artisti come Eric Clapton, B.B. King e John Lee Hooker, passando per gli immensi Beatles e Jimi Hendrix ed innamorandomi poi di band dal sound più duro come Deep Purple e di altre, esponenti del cosiddetto rock progressivo, come Yes o Jethro Tull. In realtà ascolto e amo tutto ciò che ritengo scritto col cuore, dagli Abba a Zappa!

Poi ho avuto l’enorme fortuna e privilegio di poter condividere palco e studio di registrazione con tanti miei eroi musicali; artisti incredibili come Ian Paice, Roger Glover e Don Airey dei Deep Purple, Clive Bunker dei Jethro Tull, Bobby Kimball e Steve Lukather dei Toto o Chris Slade di AC/DC.

Ho anche pubblicato un libro autobiografico, “Second Hand Rockstar”, in cui racconto un sacco di aneddoti relativi a questi e molti altri giganti del rock con cui ho avuto a che fare.

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Lei sin da bimbo di ha cominciato ad appassionarsi e a praticare l'arte della prestigiazione. Come è nata e chi gli trasmesso questa passione?


La passione per l’illusionismo è nata più o meno contemporaneamente a quella della musica. Di sicuro la “colpa” di questa meravigliosa passione è del Maestro Silvan, il personaggio fondamentale che ha ispirato più generazioni di maghi. Ho trascorso (e trascorro!) la mia vita esplorando forme di comunicazione artistiche diverse, quelle delle quali sono riuscito ad apprendere la grammatica perlomeno. E la magia è uno dei grandi amori della mia vita che, una volta conclusasi la possibilità di suonare e comporre ad alti livelli (per tutta una serie di ragioni ...), è tornato prepotentemente a occupare meravigliosamente la mia vita. E da una decina d’anni a questa parte ho prodotto materiale per addetti ai lavori (libri, video ed attrezzi), tenuto conferenze e seminari, oltre al lavoro come performer per il pubblico nei contesti più disparati.

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Lei con la complicità di Niccolò Pirlo, ha ipnotizzato il noto ex calciatore. Ci vorrebbe raccontare come è nata questa idea e fuori dalle telecamere come ha reagito Andrea?


Sono stato contattato dalla redazione de Le Iene per ricoprire, appunto, il ruolo di un malvagio ipnotizzatore che aveva adescato il figlio di Andrea Pirlo e un suo compagno di scuola, costringendoli a rubare.

In realtà non c’è stata ipnosi di nessun tipo, se non quella “finta” utilizzata per trasformare il professore di ginnastica (interpretato da Gabri Gabra) in un cane.

È stata un’esperienza molto divertente anche se, nel corso di uno scherzo televisivo di questo tipo, non c’è copione. Col regista Giorgio Squarcia abbiamo solo parlato di cosa sarebbe successo a grandi linee ma, come puoi immaginare, il tutto dipende poi dalle reazioni della vittima!

Pirlo è molto sensibile ad argomenti come l’esoterismo e quindi penso sia stata la vittima perfetta per uno scherzo del genere. In realtà l’ipnosi non ha nulla a che vedere con il mondo dell’esoterismo, anzi, anche in campo medico e terapeutico, sta prendendo sempre più piede. Recentemente sono anche stati eseguiti delicati interventi chirurgici sotto ipnosi!

Ovviamente con Le Iene ci siamo avvalsi di stereotipi e preconcetti popolari secondo i quali un malvagio ipnotizzatore può essere in grado di spingere qualcuno a rubare o compiere atti criminosi di varia natura. Ciò, ci tengo a precisarlo, non è assolutamente possibile nella realtà!

Ma è stato comunque molto spassoso interpretare quella parte. Due i principali timori: resistere per non ridere durante lo scherzo è la paura di prendere un pugno in faccia da Andrea!

Lo stesso Pirlo, dopo la rivelazione dello scherzo, mi ha detto: “ti avrei ammazzato”.


Ad Italia's got Talent, lei ha stupito i quattro giudici con la sua performance. Ma su tutti Joe Bastianich, leggendo mentalmente il brano che lui aveva pensato.

Ci racconterebbe questo momento?

In cosa consiste il Mentalismo?


È stata un’esperienza molto divertente e uno straordinario momento di crescita artistica.

Purtroppo in post produzione è stata tagliata una parte molto importante dell’esibizione. Si trattava di venti secondi in cui dicevo a Joe cose che non potevo assolutamente sapere circa la canzone e cosa gli ricordava; dettagli circa la voce molto alta del cantante, il fatto che la canzone lo legasse ad un amico di gioventù e anche dettagli circa il ritmo sostenuto della canzone.

Tutto ciò PRIMA che ne rivelasse il nome.

Purtroppo è stata trasmessa solamente la parte finale con il biglietto del palloncino che, inevitabilmente, ha dato la possibilità alle orde dei tuttologi social di dire la loro circa i metodi segreti utilizzati.

Grazie al cielo è stata lasciata una piccola parte in cui indovino chiaramente che Lodovica Comello stava pensando ad un brano di Battisti. Stranamente a proposito di questo i tuttologi social non hanno proferito parola ...

Non penso di aver regalato una delle mie migliori performance anche per tutta una serie di motivi legati a tempi televisivi, cambiamenti decisi dagli autori all’ultimo ed altro. Ma sono comunque soddisfatto di essermi messo alla prova, portando in scena un numero che non fa abitualmente parte del mio repertorio e in condizioni tali da non avere il pieno controllo su ciò che accade.

La cosa che spiace di più è constatare che ci sia sempre questo “vivere male intellettualmente” un momento di illusionismo da parti di molti, come se un numero di mentalismo fosse una sfida intellettuale. In realtà si tratta solamente di intrattenimento.

Per rispondere alla domanda sul Mentalismo, il più brevemente possibile, si tratta di una forma di spettacolo in cui un performer, avvalendosi di tecniche da illusionista ma anche di psicologia, comunicazione ed intuito, ricrea fenomeni apparentemente inspiegabili come telepatia, precognizione, chiaroveggenza.

Lo ripeto, si tratta di spettacolo. Mi spiace molto che migliaia e migliaia di persone vivano tutto ciò con l’approccio totalmente fuori luogo del “tanto non mi freghi”.

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In questo particolare momento che stiamo vivendo, avrebbe qualche messaggio da dare?

Ha in mente qualche progetto di cui vorrebbe parlarci?


Vorrei davvero poter avere un messaggio di speranza e positività per tutti. Ho fatto il mio ultimo spettacolo il 3 gennaio del 2020, prima che questa sciagura colpisse tutti noi.

E chi, come me, vive di spettacoli dal vivo ha preso una legnata inaspettata che ha costretto molti colleghi a trovarsi un “lavoro normale”.

Dico a me stesso e a tutti gli abitanti del pianeta di tenere duro. Vorrei anche sperare che tutti noi potessimo trarre un grande insegnamento da tutto ciò, una volta lasciatoci alle spalle questa tragedia. Ma invecchiando sto diventando cinico e pessimista e non nutro così tanta fiducia nell’essere umano, purtroppo.

I miei progetti futuri? Oltre alle attività legate al mondo degli addetti ai lavori, proprio in questi giorni sto scrivendo il mio nuovo spettacolo che spero di riuscire a portare su un palco il prima possibile. È una grande sfida per me; non solo perché nessun artista sa quando potrà tornare in scena ma anche per il fatto che questo mio nuovo show è stato proprio pensato perché non vi sia nessun tipo di contatto fisico col pubblico. E vi garantisco, non è per nulla facile, dal momento che il mio vecchio spettacolo vedeva la partecipazione attiva di molti spettatori!

Ma sono molto soddisfatto di come sta uscendo: divertente, misterioso ed anche un po’ irriverente. Non vedo l’ora di portarlo in scena!


Ringraziamo il sito www.prestigiazione.it

https://www.prestigiazione.it/wp/matteo-filippini-la-musica-e-tutto-e-in-tutto/


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