• Angela Pensabene

Milena Miconi: da ragazza senza limiti alla pluridecennale esperienza sul palcoscenico Teatrale|FOTO

In questa bella chiacchierata, come tra amiche, si scopre una donna che non vede l'ora di ricominciare con delle nuove commedie sognando nuovamente di tornare a lavorare al Cinema con Pieraccioni, ma anche con Muccino, Ozpetek e altri bravissimi e giovani registi.


Ciao Milena, tu hai una carriera che va dal teatro al cinema, passando per la tivù. Quale ricordo hai dell'inizio della tua carriera da attrice?


Ciao Angela, beh ricordo una ragazza che non aveva limiti, ma anche una ragazza che, forse, non aveva bene l'idea di cosa avrebbe fatto nella vita. Magari non avevo ben chiaro che questo sarebbe stato il mio lavoro, con tutte le difficoltà del caso perché, non è un mestiere semplice. È vero noi conosciamo tanta gente famosa che lavora nell’ambiente, però ce n'è altra che non è poi così famosa e fa questo mestiere senza essere poi così popolare, magari senza guadagnare delle cifre esagerate. Questo, oggi, è un mondo difficile e faticoso, però probabilmente, quando ho iniziato io era meno difficile, c'erano meno persone che intraprendevano questo lavoro e di sicuro esistevano delle esigenze diverse.

Io ho lavorato sempre buttandomi nelle cose che non conoscevo, proprio per questo mio spirito intraprendente, all'epoca non avevo paure particolari, tutto ciò che non conoscevo mi piaceva scoprirlo è questo mi ha dato la possibilità di crescere e di studiare man mano che affrontavo le varie cose. Oggi devo essere onesta, qualche paura ce l’ho, forse con l'età se non mi sento sicura di una cosa la lascio andar via. Più che acquisire sicurezza, in realtà oggi sono molto meno intraprendente e coraggiosa, magari più concreta.

Milena Miconi: da ragazza senza limiti alla pluridecennale esperienza sul palcoscenico Teatrale | Angela Pensabene
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Il pubblico ti ha indiscutibilmente amata per il ruolo di sindaco nella serie Don Matteo IV e V stagione. Hai degli aneddoti da vorresti ricordare e a distanza di anni come vede il suo don Matteo rispetto alle serie successive?


Sai le nuove serie non le vedo, per cui non ti saprei dire cosa ci potrebbe essere di diverso, penso sia la stessa cosa, le storie dopotutto si ripetono quindi non credo ci sia nulla di nuovo perché è un format dove succede tutto lì. So che hanno cambiato città in cui vengono girate le scene, non è più a Gubbio, però penso che non sia cambiato molto. La storia d’amore c’è sempre, se non è il sindaco è la figlia di qualcuno, comunque le storie son le stesse.

Per quel che mi riguarda è stata una bellissima esperienza, mi sono molto divertita ed è stata una fiction che, come tu hai detto mi ha fatto entrare nelle case della gente ed è stata la più seguita e la più amata, come altre esperienze di fiction che ho fatto, ad esempio Carabinieri. Questo è un genere pensato per la famiglia, per cui avevo la mamma, la nonna e la figlia che guardavano Don Matteo, ma anche padri e nonni cioè avevo un pubblico abbastanza vasto. Di cose divertenti e di ricordi ne ho tantissimi, non ce n'è uno in particolare, posso dire del bel rapporto che ho avuto con Terence Hill che è sempre stata una persona elegante ed educata. Mi faceva sentire a mio agio, cosa che faceva con tutti. Durante ogni scena, lavorare con lui era un'esperienza molto affettuosa, lui è un attore che ti riempie sempre di complimenti ed è sempre stata una persona molto carina che mi ha fatto sentire a mio agio. Poi c’è stato il rapporto con Nino Frassica, veramente uno degli uomini più divertenti che io abbia mai conosciuto in vita mia. Con lui era sempre una scoperta, tanto che quando arrivavi non sapevi cosa potesse succedere, era imprevedibile. Lui cambiava le scene, mi diceva cosa avrebbe detto lui e cosa magari avrei potuto rispondergli io. Nino creava le sue situazioni che generavano in modo positivo un'incognita, non sapevi mai cosa potesse accadere quel giorno quando dovevi girare una scena insieme a lui. Poi in linea generale, è stata una bella famiglia quella di Don Matteo e soprattutto una bellissima esperienza.

Milena Miconi: da ragazza senza limiti alla pluridecennale esperienza sul palcoscenico Teatrale | Angela Pensabene
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Tra i film in cui hai lavorato, a quale ti senti più legata, per ricordi e ti piacerebbe lavorare per un altro film e con quale regista?


Guarda in realtà con Leonardo Pieraccioni è stata un’esperienza bellissima, durante le riprese di Fuochi d'artificio. Lui veniva dal successo de Il ciclone e poi c'era una produzione molto ricca capitanata da Cecchi Gori, che anche lui veniva da grandi successi, è stato un momento bello. Abbiamo girato alle Maldive ed è stato per me uno dei miei primi film, gli altri che avevo fatto, erano tutte delle partecipazioni mentre in quello avevo un ruolo importante e molto divertente.

Certo che mi piacerebbe tornare a lavorare di nuovo con Leonardo, perché ci siamo divertiti tanto, per il resto oggi ci sono tanti registi con i quali vorrei misurarmi, da Muccino a Ozpetek e tanti altri registi giovani e bravissimi, con i quali mi piacerebbe tantissimo poter lavorare e poter tornare al cinema.

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Il Teatro è una tua grande passione, con Diego Ruiz negli ultimi 4 anni ha portato in scena “L'uomo perfetto”, che ultimamente ti ha vista in coppia con Nadia Rinaldi.

Cosa puoi raccontarci di esso? Progetti per il Teatro verso un futuro migliore?


Negli ultimi 10/11 anni sono tornata al Teatro e ho riempito le stagioni, facendo tournée su Roma, la mia città e di anno in anno decidevo se andare in giro oppure rimanere a casa. Però sono riuscita a gestire tutto molto bene facendo tante commedie. L’uomo perfetto lo avevo fatto prima con Emanuela Aureli e in seguito con Nadia Rinaldi. Si tratta di un progetto scritto da mio marito Mauro Graiani e da Riccardo Irrera. Si tratta di un progetto nuovo, divertente dove si parlava della donna certamente, ma anche delle difficoltà nel trovare l’uomo in questo senso perfetto. Nella commedia, l’uomo perfetto queste donne riescono a trovarlo, grazie a un’invenzione americana di un computer-uomo che quasi raggiunge la perfezione. Ma in essa vi è la metafora di tutto, cioè che alla fine la perfezione non esiste e anche qualora esistesse, l’uomo perfetto stancherebbe. Fondamentalmente noi ci stanchiamo di tutto, non sappiamo apprezzare niente e non riusciamo a trovare la bellezza nelle cose o comunque questa bellezza dura troppo poco, per cui il messaggio di questa commedia era che la perfezione per quanto desiderata non è mai piacevole ed era tutta fatta in chiave ironica. Come commedia poteva sembrare superficiale, però c'era molto di spessore e devo dire che mio marito quando scrive è una persona che va a cercare la profondità degli argomenti, anche se esternamente potrebbe sembrare che l'argomento venga trattato in maniera leggera proprio per questa ironia, però mi piaceva molto quello spettacolo e per me è sempre molto attuale come discorso che abbraccia tutte le sfaccettature dell’essere umano. Di progetti così ne abbiamo fatti tanti e adesso è da un anno che è tutto fermo o meglio per la precisione da tre stagioni, perché questa sarebbe stata la terza ed io proprio in questo periodo sarei dovuta essere a Milano, infatti il sei di Aprile avrei dovuto debuttare in una nuova commedia dal titolo Queste pazze donne con Benedicta Boccoli e Rosita Celentano, per la regia di Stefano Artissunch e invece siamo tutti a casa! Poi sarebbe dovuta partire un’altra nuova commedia sempre scritta da Diego Ruiz, che avrebbe dovuto debuttare quest’estate e fare un bel giro in Italia per poi tornare su Roma, ma anche questo ahinoi è tutto fermo! E vabbè, e stiamo a casa! Comunque, a parte il mio sfogo personale, immagino quanto sia duro per chi ha delle aziende e deve pagare gli stipendi e invece di pagarli è costretto a licenziare o a mettere i propri dipendenti in cassa integrazione, delle casse integrazioni che non sono arrivate, quindi personalmente alzo le mani davanti a tutto questo. Però diciamo che, a noi del settore teatrale ci hanno fatto un gran male, è vero io penso a me stessa e alla mia famiglia, però se io non lavoro la spesa la faccio comunque, devo pagare le bollette, l’affitto o per chi ha il mutuo da pagare, pertanto le mie spese di luce, gas e telefono vanno tutte via, eppure sono ferma da un anno. Quindi detto questo, che vogliamo fare? Non c’è soluzione, per cui aspettiamo che qualcuno ci dia il via per riprendere. Pensiamo positivo, se poi i vaccini ce li daranno e non ci daranno altri problemi e riusciremo a farli allora sì che vedremo.

Personalmente, vedere chi lavora tutti i giorni, sui set cinematografici o televisivi che va a manifestare per una categoria, di cui ne fanno relativamente parte, diciamo che non lo capisco, sono anni che faccio teatro e sono ferma senza poter lavorare. Per cui, quando vedo che vanno a rappresentare una categoria, persone che lavorano abbastanza, diciamo che è poco comprensibile, ma va bene, diciamo così, tanto ormai è diventato tutto un circo!


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MILENA MICONI GALLERY

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