• Sara Morandi

Mirko Bonatti, docente di danza: “Facciamo lezione online per non abbandonare i ragazzi”

Mirko Bonatti, insegnante di danza, ballerino e presentatore si trova - come tutti i lavoratori del settore cultura e spettacolo – ad affrontare un momento difficile, complicato.

Le lezioni online, ovviamente, non possono e non sono in grado di sostituire quelle frontali ma e’ comunque un modo per “non lasciare soli i ragazzi, non abbandonarli”. La quotidianita’ di prima, manca e come, se manca.


INTERVISTA A MIRKO BONATTI


Mirko, da ballerino e direttore della tua scuola di ballo, come state vivendo questo momento di lockdown? Anche voi, vi siete organizzati, per fare lezione online?


Per noi questo momento è particolarmente difficile, visto che lavoriamo con gruppi di ragazzi e la danza vuol dire anche contatto e lavoro d'insieme. A questo si aggiunge, poi, il fatto che la nostra disciplina non essendo riconosciuta, in Italia, come attività culturale e di formazione professionale, così com'è in altri paesi, viene fatta rientrare nel novero delle attività sportive (e quindi ludiche) che sono state le prime ad essere sospese dai DPCM governativi. Il protrarsi di questa situazione ci ha obbligati ad organizzare le lezioni online sicuramente per alimentare il fuoco della passione che spinge i nostri ragazzi a fare grandi sacrifici per praticare questa attività, ma soprattutto per non lasciarli soli e sostenerli in un momento complicato come questo in cui non è difficile sentirsi smarriti e isolati come non era mai successo prima. Io penso che noi non dobbiamo essere solo degli insegnanti di danza, ma anche degli educatori che sappiano creare legami con i ragazzi e aiutarli in un corretto processo di formazione della loro personalità, a prescindere dal fatto che vogliano intraprendere la professione del ballerino o meno.

Che cosa ti manca della quotidianità? Sei ottimista che ritorneremo alla nostra tanto amata normalità?


Beh! Della quotidianita’? Mi manca soprattutto il contatto con i ragazzi, i loro sorrisi, gli scherzi, le loro confidenze ma anche la soddisfazione che leggo nei loro occhi quando riescono a raggiungere dei sia pur piccoli obiettivi. Mi manca, inoltre, tutta la parte progettuale del mio lavoro, ossia la creazione di spettacoli, l'ideazione di coreografie per far sì che i ragazzi possano esibirsi in rassegne e concorsi, mi manca il palcoscenico, il teatro, quella splendida tensione che si avverte prima di andare in scena e tante altre cose ancora. Ovviamente non posso fare delle previsioni, e penso che nessuno possa ancora farne, almeno con una certa precisione, ma sono ottimista e credo fermamente che torneremo alla normalità e con un entusiasmo ancora maggiore.


Stai preparando qualcosa di nuovo sul profilo professionale?


Sul profilo professionale, come sempre, ci sono tante cose che bollono in pentola e ancora tanti sogni da realizzare che continuano a prendere forma a poco a poco. Io non mi fermo mai e ho bisogno sempre di stimoli nuovi, che sono per me linfa vitale. In questo lungo periodo di "stasi" (che per me non esiste mai!), mi sono formato ulteriormente e ho preparato importanti progetti per la mia scuola, per i miei ballerini, attori e cantanti! Personalmente sto preparandomi per due importanti progetti, che appena possibile, svelerò con piacere.


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