• Angela Pensabene

Pamela Villoresi, si racconta: l’arte che aiuta al pensiero. Ci sara’ in “Don Matteo 13”?

Attrice teatrale, cinematografica e di fiction. Oggi, oltre che alla già avviata professione di docente, è anche direttrice del Teatro Biondo di Palermo. Ve la ricordate in “Don Matteo” nella parte di Elisa, la mamma del capitano in Don Matteo?

Pamela Villoresi, si racconta in un’intervista piacevole, appassionata e schietta.

INTERVISTA A PAMELA VILLORESI


D. Quanto di Pamela Villoresi, del suo vissuto e delle sue esperienze, c'è nei personaggi, sia teatrali che cinematografici, che ha interpretato ed interpreta?


R. C'è sempre qualcosa di noi, anche nei personaggi più lontani da noi. Voglio dire che, ognuno di noi possiede tutta la gamma dei sentimenti, delle qualità e dei difetti umani, certamente in percentuale diversa. Io, forse, sono un poco meno cattiva di Clitennestra, non ho mai ucciso neppure una mosca, ma un poco cattiva lo sarò pure io. Un poco di rabbia ce l'avrò pure io, quindi si tratta di ritrovare dentro di noi i sentimenti necessari per dargli corpo e vita con generosità. Qualche volta con molta fatica e molto dolore, ma questo è il nostro compito, altrimenti diciamo che il personaggio non prende vita, non si compie il rito catartico. Quindi c’è sempre qualcosa di noi da “spremere”; certamente ci sono personaggi che amiamo di più è che ci assomigliano di più, ma per assurdo qualche volta per gli attori è quasi più difficile interpretare un personaggio molto più aderente alla propri a personalità, che non il contrario. Didone è un personaggio che adoro! Ma anche Frida Kalo, che sto facendo , lo amo molto. Poi c'è stata La Schiava . A volte ho amato più gli spettacoli, quelli fatti con Giorgio Strehler, dal Campiello, alle Baruffe, all'Isola degli Schiavi, erano tutti spettacoli che ho amato profondamente. Ecco, Silvia ne L’isola degli schiavi, sicuramente è uno dei personaggi che mi ha dato più soddisfazioni nella carriera.


D. Lei è direttrice del Teatro Biondo di Palermo, ma bel contempo è docente di recitazione. Come descrive questi due incarichi? Cosa le piace dell'uno e dell'altro e se ci fosse, cosa meno?


R.Diciamo che, da un certo punto di vista si assomigliano. Io credo che, ad un certo punto si abbia un poco il compito di dover passare il testimone. Ho avuto la fortuna di avere grandi maestri, come Strehler, Nino Manfredi per la comicità, Gassman e tanti altri. Le cose che ho imparato, sarebbe un peccato se me le portassi via con me. La nostra è un'arte che si tramanda come tante altre. Quindi il fatto di poterla passare alle nuove generazioni, spesso mi consola della perdita di questi maestri. Anche se ovviamente, io passo un'arte filtrata dalla mia personalità, però passo comunque un mestiere. Diciamo che il mio modo di fare il direttore di un Teatro, è esattamente questo, cioè non penso sia un esercizio di potere, bensì un servizio. In questo servizio, ci si occupa del territorio, quindi dei talenti del territorio Infatti, l'80% degli scritturati in questa stagione, sono tutti siciliani. Ma anche tra i protagonisti. Inoltre c'è anche un desiderio di far tornare dei talenti nostri che, sono stati costretti “all''esilio" per lavorare, ma poi anche avendo aperto questa Scuola (che c'era già prima) noi l'abbiamo trasformata nel primo Corso di Laurea d'Italia in Recitazione e professione della Scena. Quindi, intanto si dà la possibilità a questi attori, che è un riconoscimento storico, se pensa che, durante questo lockdown, la categoria degli artisti è stata la meno riconosciuta e tutelata. Per cui, il fatto che, lo Stato riconosca che recitare comunque le professioni della Scena, sono una Scienza che dà futuro a questo Paese e il riconoscimento è la Laurea, è l'inizio di un'inversione di marcia.


D. Il mondo dell'arte e i Teatri soprattutto, stanno vivendo una sorta di oscurantismo a causa di questa pandemia Qual è il suo pensiero in merito?


R. C'è da dire che siamo rimasti male, quando ci hanno chiuso tra i primi, questa volta perché ognuno di noi, soprattutto i Teatri pubblici hanno investito per la sanificazione, la sicurezza e il personale sanitario all'interno dei locali, per tutte le misure di precauzione, infatti abbiamo speso delle cifre ingenti. Tant'è vero che dà giugno fino a poche settimane fa, quando ci hanno chiuso, c'è stato in tutta Italia, un solo caso di contagio. Quindi, vuol dire che il Teatro era uno dei luoghi più sicuri, non solo ma è stato chiuso insieme alle sale Non ho, come per dire “ eliminiamo il superfluo". L'arte non è superflua, soprattutto in un momento come questo; l'arte aiuta al pensiero e il pensiero ci sostiene nel dare risposte più giuste e adeguate, soprattutto in un periodo epocale come questo, in cui le risposte sono tutt'altro che facili, anche rispetto alla propria vita. Quindi, questo ci ha un po' mortificato. Detto questo, pensiamo che la situazione stava talmente degenerando che, ad un certo punto dovendosi ammalare il meno possibile, è preferibile evitare di contagiare gli uni con gli altri. Comunque la categoria degli artisti è stata bastonata.

Adesso sembra che, non tanto sui teatri pubblici nei quali c'è la tutela ministeriale, che regionale e comunale, però sono liberi professionisti che, dopo un anno che non lavorano sono alcuni veramente alla fame. Sembra che adesso il ministero abbia dato una svolta con un rimborso ai contratti cancellati. Quindi ci consola un poco.

Noi, per quel che ci riguarda, abbiamo iniziato un progetto di letture sulla cultura siciliana, da mandare online, facendo lavorare le persone E stiamo cercando di anticipare le prove anche quelle che dovrebbero debuttare tra sette/ otto mesi, in modo che la gente nel frattempo lavori e faccia le prove. Però per fare questo, bisogna aspettare almeno il 3 di dicembre, perché ora abbiano addirittura chiuso gli uffici e riapriranno tra due settimane. Per cui, appena riaprono e possiamo lavorare all'interno del Teatro, facciamo ripartire tutte le prove, in modo da garantire lavoro ad un centinaio di persone. La nostra programmazione è pronta, ma invece di spingere in avanti, cominceremo dal momento in cui ci faranno riaprire, quelle saltate le metteremo in coda, nel senso che quello che abbiamo capito è che quest’anno deve essere effettuata una programmazione molto liquida, nel senso che sarà concentrata nella stagione scolastica( cioè ottobre- maggio) ma che proseguiremo fino a settembre all'aperto e quelle che saltano al chiuso andranno all'aperto in estate. Questa un poco era la nostra intenzione. In modo da offrire tutta la stagione al pubblico, mantenendo l'impegno con le compagnie. Questo è il nostro obiettivo.

D. Com'è stato interpretare Elisa, la mamma del capitano in Don Matteo, vedremo seguito?


R. Mi sono divertita come una pazza! Intanto perché il set di Don Matteo è veramente eccezionale; la collaborazione con Frassica, Terence Hill, i registi e tutta la troupe, sono altissimi professionisti.


Tra l’altro, la maggior parte degli attori che sono chiamati a collaborare, vengono tutti dal teatro per cui c'è un'atmosfera estremamente professionale e questo è piacevole. Poter fare un prodotto popolare, con qualità è quanto di meglio . Per cui l'ho fatta con molto piacere; purtroppo mi sono dovuta defilare, perché l'impegno di direttore di Teatro, è un impegno “impegnativo", per fare un bisticcio di parole, insomma è abbastanza totalizzante e mi riusciva complicato dover conciliare, poi che il problema di quando girano soprattutto una fiction così serrata, con così tanti personaggi e location, molte cose sono anche decise uno o due giorni prima e con tutti gli impegni, mi risultava un poco ostico. Per cui ho dovuto regolarmi e con grande dispiacere. Quindi credo di non esserci per la prossima serie, ho chiesto di potermi defilare, con dolore immenso, ma non si può conciliare tutto.


D. Ha mai pensato si cimentarsi nella regia di un Opera Lirica?


R. Guardi, me l’avevano offerta in passato, ma non riuscì a farla perché ero troppo impegnata. In realtà oggi direi di no, non me la sentirei, perché è un settore, dove agiscono registi di qualità, io non me ne intendo abbastanza e non credo alla tuttologia. Ho fatto delle regie di Teatro e mi piace dirigere i colleghi/attori, però non mi intendo così tanto di musica lirica.



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