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Patrizia Rossetti, alle soglie dei suoi 40 anni di carriera: Vi racconto il mio Sanremo | INTERVISTA

Parlare con Patrizia Rossetti e’ come aprire un libro di storia e arricchirsi sia nell’anima che nel cuore, dei tanti ricordi e delle tante emozioni, che la conduttrice ha condiviso con noi. Alle porte dei suoi 40 anni di carriera, ci racconta della sua esperienza come valletta a Sanremo con Claudio Cecchetto, dei grandi professionisti che ha affiancato durante il suo percorso: da Mike Bongiorno a Pippo Baudo. Infine, una riflessione sulla televisione di oggi, che come definisce la stessa Patrizia: e’ “un po’ troppo urlata”.

Patrizia Rossetti, alle soglie dei suoi 40 anni di carriera: “Vi racconto il mio Sanremo”| By Sara Morandi

INTERVISTA A PATRIZIA ROSSETTI


Cara Patrizia, e' un onore intervistare una parte del cuore della televisione italiana. Oltre al fatto che siamo entrambe toscane: io fiorentina e Lei e' di Montaione, considerato uno dei più bei borghi d'Italia.

Siamo alle porte di Sanremo 2021: un festival, che quest'anno, sarà particolare a causa del Covid. Che ricordi ha, del "Suo" festival di Sanremo del 1982 a fianco di Claudio Cecchetto?


Sanremo, è stata una bomba positiva che mi è esplosa e che ha segnato tutta la mia carriera. Difatti, quest'anno tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022, saranno proprio 40 anni di carriera! Innanzitutto, ho un ricordo bellissimo di Claudio Cecchetto perché “divise” la scaletta del Festival, considerandomi una sua pari e non una semplice valletta nonostante il concorso a cui partecipai, era intitolato: “Una valletta per Sanremo”. Cecchetto mi diede fiducia e capi’ che, tutto sommato, ero bravina e che me la cavavo. Ero e, mi reputo tuttora, una persona umile. Ricordo ancora che persi 5 kg a causa dello stress: Sanremo era una macchina di lavoro infinita e meravigliosa; c’erano persino i fotografi fuori dal Teatro Ariston …

Ero una ragazzina di 23 anni, appena arrivata da Empoli (appunto, nella nostra Toscana) dove vivevo con i miei genitori e che, da un giorno all'altro, si e’ ritrovata su questo palco importantissimo.

Non ero abituata a guardare fissa la telecamera, come contrariamente avrei dovuto fare, ma tendevo a guardare il pubblico in sala. Ad un certo punto, un operatore-video si sbraccio’ come un disperato, per farmi capire che dovevo guardare in telecamera … Mentre stavo parlando - credo del regolamento della manifestazione - mi bloccai dicendo, in una maniera del tutto naturale: “Scusate, c'è un signore che si sta sbracciando: forse mi vuol far capire che devo guardare in telecamera … Scusatemi, ma non sono abituata a queste cose!” Questa mia frase, ripeto naturalissima, genero’ un grande applauso in teatro! Applauso inaspettato, perche’ solitamente, il pubblico dell’Ariston è talvolta un po’ freddino …

Quest'anno, l'idea di vedere un Sanremo completamente diverso, crea sicuramente angoscia ma d'altra parte, stiamo vivendo tutti questa situazione sanitaria a livello mondiale. E’ giusto andare avanti, prendendo tutte le precauzioni per proseguire comunque questa bella rassegna musicale.

Patrizia Rossetti, alle soglie dei suoi 40 anni di carriera: “Vi racconto il mio Sanremo”| By Sara Morandi

Lei ha avuto modo di lavorare a fianco di artisti illustri, come ad esempio: Pippo Baudo, Paolo Villaggio, Umberto Smaila (giusto per citarne alcuni). Come si e' trovata a lavorare con loro ?


Sì, in effetti ho lavorato con tanti grandi professionisti: da Pippo Baudo a Claudio Cecchetto, da Paolo Villaggio ad Umberto Smaila, da Corrado Tedeschi fino ad arrivare a Marco Columbro, all’indimenticabile Mike Bongiorno al bravissimo Giorgio Mastrota. Quest’ultimo, fra l’altro, è stato mio co-conduttore per il programma di Mediaset “Bellezze al bagno”. Lavorare insieme e’ sicuramente più difficile, rispetto a quando si lavora autonomamente. Per affiancare un personaggio, maschile o femminile, piu’ o meno noto, e’ consigliabile – secondo me - stare sempre un passo indietro: non sgomitare, non tentare di accavallarsi, non far capire che sei piu’ bravo o superiore. Ci vuole rispetto, educazione. Bisogna sapersi ascoltare, avere i tempi giusti, non devi mai tentare di alzare la voce per far vedere qualcosa in più. La professionalità di una persona, sta nel rimanere al proprio posto, dando spazio anche agli altri. E’ anche per questo che, per certi aspetti, la televisione di oggi mi piace molto meno.

Un ricordo divertente legato a Paolo Villaggio, risale ad un programma in cui c'erano anche dei ballerini e delle ballerine. Come sai, i ballerini sudano perche’ si affaticano, si esercitano tanto. Con Paolo, quando ci incrociavamo nei corridoi, veniva ad annusarmi perche’ adorava il mio profumo, mi diceva: “Vieni, fatti annusare!” Era formidabile e, ancora piu’ simpatico, il modo in cui me lo diceva. Pensa, ho ancora lo stesso profumo ormai da anni e a Paolo piaceva tantissimo.

Di Umberto Smaila, ho un altro ricordo bellissimo: con lui facevo delle esterne per un programma quotidiano e, tutte le volte che mi presentava, diceva sempre: “Adesso diamo la linea alla nostra Patrizia Rossetti”. Questo suo modo di presentarmi, molto affettuoso, mi ha sempre fatto tanto piacere, mi ha resa orgogliosa.

Pippo Baudo è un mito, è colui che fondamentalmente mi ha scoperta. Un grande professionista.

Sapevi che il grande Mike (Bongiorno) mi defini’ “la Mike Bongiorno in Gonnella”? Presentavamo insieme un contenitore che faceva da vetrina a tanti prodotti di vario genere, si chiamava “Grandi magazzini”. Puoi immaginare la mia emozione, mi tremavano le gambe. Era Mike che mi faceva da “valletto” ed è stato tenerissimo, fantastico. Questo appellativo, de “La maestra Bongiorno in Gonnella” lo porterò sempre nel cuore.

Patrizia Rossetti, alle soglie dei suoi 40 anni di carriera: “Vi racconto il mio Sanremo”| By Sara Morandi

Cosa pensa della televisione di oggi? Se potesse scegliere, che genere di programma, vorrebbe condurre?


La televisione di oggi è senz’altro un po' cambiata. E’ una televisione un po' più urlata, anche un po' maleducata. Per conto mio, anche un po' troppo trash, legata molto al gossip. Anche nella “mia televisione” si parlava dei pettegolezzi o di notizie “strane” (che facevano divertire) ma si parlava anche di cronaca, di cose serie.

La televisione di oggi, la trovo un po' troppo urlata, un po' troppo violenta per certi aspetti e poco dignitosa per altri. Fortunatamente, non tutta la televisione di oggi racchiude questo. Mi chiedo, a volte, se realmente e’ questo che vuole vedere il pubblico o è costretto a vederlo. Non amo imporre la mia presenza ed e’ anche per questo, che non mi vedete spesso come "opinionista” nei vari programmi televisivi. Non urlo e faccio fatica a sovrappormi alla voce di un'altra persona.

Ricordiamoci che la televisione la guardano tutti, persone di qualsiasi età e che quindi, dovrebbe dare anche “il buon esempio”. Un esempio di educazione e di rispetto per le regole.

Qual e' la Sua canzone preferita?


Adoro tutte le canzoni di Riccardo Cocciante e quella che mi piace di piu’ di questo grande cantautore e’ “A mano a mano” .


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