• Sara Morandi

Sapegno, scrittore di “DOC”: La seconda serie? Si, senza dubbio. | INTERVISTA

Pierangelo Sapegno, e’ uno degli scrittori – insieme allo stesso Pieradante Piccioni (medico protagonista della storia) – del libro dedicato alla vita di “DOC” di cui e’ andata in onda ieri sera, l’ultima puntata su Raiuno con Luca Argentero.

Fiction campione di ascolti, il giornalista ci conferma che ci sara’ la seconda serie e di com’e’ nata l’idea di scrivere questa storia: per il Dott. Piccioni, scriverla e’ stata una necessita’ e per Sapegno una brillante intuizione.


INTERVISTA A PIERANGELO SAPEGNO


Pierangelo, La ringrazio infinitamente per la disponibilità. Com'e' nata l'idea di scrivere insieme al Dott. Piccioni la sua storia?


Come è nata l'idea? Direi che è stato un suo bisogno e una mia intuizione. Sono passati un po' di anni, ma il ricordo è abbastanza nitido. Io dovevo fare il servizio per il mio giornale, La Stampa. Gli ho domandato se aveva un po' di tempo per parlare con me, per un'intervista. Lui ha sempre detto che è stata quella la mia porta d'ingresso, che io sono stato l'unico a chiedergli per favore. In realtà, lui stava lavorando al Pronto Soccorso e mi è sembrato che non ci fosse altro modo di chiederglielo. Poi ha cominciato a raccontarmi la sua storia. Due cose mi hanno colpito più di tutte: la sua incrollabile tenacia a volersi riprendere il suo posto nel mondo, a rifare quello che aveva sempre sognato di fare, il medico; e poi la precisione del racconto. E' per questo che prima di finire gli ho fatto l'ultima domanda, perché io solo se mi prendo degli appunti riesco a tenere a mente così bene le cose: <toglimi una curiosità, ma tu hai tenuto un diario, hai scritto qualcosa su quello che ti è successo?>. Lui mi ha detto sì, ogni sera buttavo giù delle righe, mi scaricavo così, mi servivano come una terapia. Gli ho chiesto: me lo fai avere? Sì. Ho subito chiamato i miei amici alla Mondadori, perché io ho fatto qualche lavoro con loro da ghost writer. Il bello è che all'inizio non hanno capito e mi hanno detto di no. E allora stavo già per chiamare la Rizzoli (avevo pubblicato un libro da loro) quando mi è squillato di nuovo il telefono. Era l'editor della Mondadori: blocca tutto. Ci vediamo domani a Segrate con Piccioni. Quando l'ho richiamato, siccome avevo fretta non sono più stato tanto gentile e lui mi ha rattato malissimo: io sto lavorando, ho dei pazienti qua! Ma voi cosa pensate? Di essere più importanti di tutti, anche dei malati? Alla fine sono riuscito lo stesso a dirgli dell'appuntamento. Il suo diario era fatto da appunti emotivi, saranno state 30 paginette scritte a mano. Per fare il libro dovevamo partire da lì, e riscrivere tutto. Facendo questo percorso, fra di noi è nato un rapporto molto simbiotico. E' come se fossimo per certe cose una persona sola, quello che manca all'uno ce l'ha l'altro. E' per questo che continuiamo a scrivere e a lavorare insieme.



Dalla storia del Dott. Piccioni, e' stata creata questa favolosa serie tv. Che effetto fa sapere che il pubblico ama cosi' tanto questa storia interpretata da Luca Argentero?


La fiction tv è un successo andato oltre qualsiasi previsione. Argentero, tra l’altro, e’ perfetto ad interpretare quel ruolo.

La serie è stata veduta in Portogallo (dove sta facendo i record di audience), Spagna, Inghilterra, Usa, Russia, Ungheria, Polonia, Francia, India, Cecoslovacchia, Brasile, Argentina … e ancora altri paesi di lingua inglese. Insomma, in buona parte del mondo. Scherzando, a Pier gli dico che sta diventando più famoso di Trump. Per me è una cosa strana. Io non ero sicuro del suo successo in Italia. Ma dal primo giorno che ho portato alla Mondadori Pierdante, ho sempre detto e ripetuto la stessa cosa: questa è una grandissima storia, è un film di Clint Eastwood. E' una vera storia americana, c'è il loro coraggio, il riscatto, la rinascita, c'è il buono che vince anche quando ha perso, il dio dei puritani che è dentro di noi sulla nave dei pellegrini. tutta l'America dei pionieri che deve dimenticare da dove viene per andare avanti. E poi Pierdante sembra un americano, è un self made man come loro, uno che ha scalato la vita partendo dal mondo dei vinti, dall'albero degli zoccoli. Per cui, sinceramente, sul successo all'estero avrei messo la mano sul fuoco …



Girano voci, non ancora confermate, di una possibile seconda serie. Ne sa qualcosa?


Sì, ci sarà una seconda serie, e non potrebbe essere altrimenti. Ovviamente non è possibile fare anticipazioni. Gli attori resteranno quasi tutti gli stessi. Uno o due per forza di cose non ci saranno più. Ci sarà il Covid, probabilmente, anche se a questo proposito ci sono due scuole di pensiero: una dice che la gente non ne può più, che sarebbe meglio far finta che non ci sia, e l'altra che invece non si può chiudere gli occhi di fronte alla realtà.




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