• Sara Morandi

“Social dreaming”: i sogni diventano realta’ grazie a Giuseppina Giordano | INTERVISTA

Artista interdipendente, Giuseppina Giordano si nutre di trasformazioni e “vive ovunque si trovi il suo corpo”. Il suo progetto di residenza artistica a Radicondoli (Siena), culminerà nel 2021 con la realizzazione di un’opera d’arte urbana


Un’opera che prenderà vita dalla sua sensibilità, dall’incontro con il territorio e… dall’immaginario di chi vive questo piccolo comune ogni giorno. Nascono così gli incontri online “Sognando RITRATTI DI CITTÀ” ispirati al coinvolgimento sinestetico e al social dreaming, tecnica sviluppata da Gordon Lawrence che indaga i sogni e le loro connessioni.


Come partecipare fino a novembre


Per tutto il mese di novembre, Giuseppina Giordano si confronterà via web con gruppi di studenti e insegnanti delle scuole primarie e secondarie del territorio, rappresentanti e soci di Pro Loco, Pubblica Assistenza, Centro di Aggregazione Adulti e Anziani, Radicondoli Arte, Associazione Rabèl, Orchestra da Camera di Radicondoli, Arci Belforte. Chi è interessato a partecipare può inviare una mail a info@cultureattive.org.


INTERVISTA GIUSEPPINA GIORDANO


Giuseppina, come si e' avvicinata al social dreaming? In cosa consiste esattamente?


Ho scoperto cosa fosse il social dreaming per una casualità. Lo scorso inverno sono stata contatta dalla dott.ssa Lesley Brown, specialista americana di social dreaming e fondatrice di Mindbody Passort, che aveva visto il mio lavoro durante la Biennale Arcipelago Mediterraneo e le era molto piaciuto. Avrei dovuto incontrala a Milano poco prima del lockdown per conoscerci e avviare una collaborazione ma purtroppo non abbiamo più fatto quell’incontro vista la nota emergenza sanitaria. Nel frattempo ho capito che stavo già praticando qualcosa di molto simile al social dreaming con Tracce di Bambini Sognati, progetto per un libro e per un’opera diffusa d’arte pubblica, incentrata sui sogni e sulla trasformazione.

Il social dreaming nello specifico è una tecnica di lavoro di gruppo sviluppata negli anni ’80 da Gordon Lawrence in cui l’attenzione è rivolta ai sogni e alle loro connessioni, per valorizzare il contributo che questi offrono alla comprensione della realtà sociale e istituzionale in cui viviamo.

Lawrence ipotizzò infatti che i sogni potessero essere manifestazione del sociale in cui viviamo e che, a partire da essi, si possano – attraverso libere associazione, amplificazioni tematiche e il pensiero sistemico – creare legami, trovare connessioni e generare nuovi pensieri.

Le “matrici” di social dreaming (Lawrence preferisce il termine “matrice” a quello di sedute/incontri) durano solitamente un’ora e mezzo e possono essere condotti da una persona o da un piccolo staff. Ci si dispone solitamente a spirale o a fiocco di neve.

L’incontro può cominciare in qualsiasi modo: direttamente con la narrazione di un sogno, o con un intervento da parte di un partecipante oppure con una domanda diretta al conduttore o al gruppo. A quel punto, Immagini, sogni e fantasie vengono collegati tra loro attraverso il contributo di tutti i partecipanti.


Studenti ed insegnanti saranno protagonisti di questo progetto: dovranno raccontare i loro sogni e su quale criterio saranno scelti?


I sogni raccontati durante gli incontri sono scelti dai partecipanti senza limiti né restrizioni particolari. Al momento non c’è alcun tipo di selezione, anche perché io non sceglierò un sogno piuttosto che un altro. Il mio compito in questa fase è di essere il più ricettiva possibile per far sì che possa prendere forma, in seguito, un immaginario composto dai numerosi elementi emersi durante le condivisioni.

L'opera d'arte finale quando inizierà a prendere corpo e il luogo d'accoglienza sarà Radicondoli (Siena)?


Gli incontri di Sognando Ritratti di Città sono propedeutici e la residenza avverrà nel corso della prossima primavera. Solo in quel momento verrà delineandosi il mio intervento per il paese. Sia l’opera che il luogo dell’installazione saranno frutto del processo creativo condiviso.


Chi e’ Giuseppina Giordano?


Giuseppina Giordano si è formata all’Accademia di Belle arti di Brera a Milano. Ha partecipato a diverse residenze internazionali, tra cui “The Studios” al MASS MoCA di North Adams (Massachusetts) nel 2019 e “The London Summer Intensive” presso la Slade School of Fine Arts del Camden Arts Centre di Londra.

Dal 2017 al 2020 ha beneficiato di una borsa di ricerca di The Secular Society.

Tra le sue esposizioni recenti ricordiamo “BAM - Biennale Arcipelago Mediterraneo”, a Palermo, e “Please, teach me the language of a rose”, mostra personale al Taubman Museum of Art di Roanoke (Virginia, Usa).

È la fondatrice del progetto internazionale di arte e filantropia #10cents - Art At The Supermarket, The supportive art r-evolution.


L’iniziativa è organizzata dall’associazione Culture Attive, vede il contributo del Comune di Radicondoli, ed è inserito nell’ambito del progetto “Ritratti di Città - Per una narrazione contemporanea dell’arte ambientale” sostenuto dalla Regione Toscana, tramite il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, nell'ambito di Toscanaincontemporanea2020.


Info:


https://www.facebook.com/CultureAttive



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