• Sara Morandi

"Ti intervisto": ospite Franz Campi che ci parla del suo ultimo lavoro "Il sentimento prevalente"

È disponibile in fisico e in digitale “IL SENTIMENTO PREVALENTE”, l’ultimo lavoro discografico del poliedrico artista bolognese FRANZ CAMPI, in uscita per Azzurra Music.

È online anche il videoclip del singolo “Questa vita”.


Ascoltate/Guardate il video di "Questa vita" di Franz Campi

Cosa succederebbe se in una giornata come tante, tra scadenze, lavoro e frenesia, avessimo l’opportunità di riavvolgere il nastro e rivivere alcuni momenti della nostra vita?

“Il Sentimento Prevalente”, prodotto e arrangiato da Davide Belviso, è un tuffo nell’anima, un divincolarsi tra le riflessioni che, più o meno inconsciamente, tutti cerchiamo di evitare. Le canzoni diventano così un “passaggio”, “ci si siede accanto” e chi ascolta inizia a navigare nelle stesse acque e pensieri in cui ci fanno immergere la voce di Franz e la musica: l’unicità di ogni essere, il bisogno di ironia, l’amicizia, la relatività degli eventi, il potere salvifico dell’arte, l’ingiustizia che incrociamo ad ogni passo, il sesso, l’amore, la bellezza dei singoli giorni che ci vengono concessi, la gioia di poter esserci ancora per chi è stato ad un passo dal baratro …

"Ti intervisto": ospite Franz Campi che ci parla del suo ultimo lavoro "Il sentimento prevalente"

INTERVISTA A FRANZ CAMPI


Ciao Franz, ti va di raccontarci come hai iniziato il tuo percorso musicale?


Come tutti i ragazzi degli anni ’60, sono figlio di un mondo dove il consumo di musica era esploso insieme al boom economico. La TV in bianco e nero restituiva canzoni in ogni momento, si andava a letto con Carosello che era pieno di famosi interpreti delle sette note, il sabato sera c’era Canzonissima… E poi nei bar c’erano i juke box che imperversavano. Ognuno si poteva creare la propria playlist: bastava avere qualche moneta e scegliere le combinazioni che corrispondevano ai propri brani preferiti: E4, G9. Nell’adolescenza invece ho vissuto la magia degli album in vinile. Nel gruppo di amici facevamo a turno per acquistare l’ultima uscita interessante, dipendeva da chi aveva ancora qualcosa da spendere della “paghetta” che ci garantivano i genitori. Quindi ci si trovava assieme a liberare il vinile dal cellophane e, prima ancora di far solcare la puntina sul disco, si leggevano i “credits” cercando di capire chi aveva suonato cosa, i testi, gli arrangiamenti... Una magia e un rispetto per il lavoro degli artisti e dei musicisti che credo sia irripetibile. Poi la prima chitarra, i cori con gli amici, le mie produzioni incise sulle musicassette mentre completavo l’Università, il lavoro a Milano in una casa discografica e il desiderio di essere io il protagonista del mio mondo musicale. Sono tornato a Bologna ed ho iniziato a fare sul serio.

Raccontaci, per favore, del tuo ultimo lavoro discografico "Il sentimento prevalente": quando e come nasce?


Quando le luci dei palcoscenici si sono spente, quando il pubblico era scomparso e sono stati annullati tutti i concerti, ho iniziato a scrivere e, con Davide Belviso, a progettare un album. Abbiamo coinvolto tantissimi musicisti in giro per l’Italia. Grazie ai prodigi della tecnologia il suono di un bandoneon arrivava da Udine, il piano dalla Puglia… E poi a Bologna abbiamo riannodato i fili alla San Luca Sound con Renato Droghetti. Ma permettimi di allargare il campo… In questi due anni ci siamo persi. La Pandemia ha fatto moltissimi danni, non solo strappandoci i nostri cari. Anche noi siamo cambiati. Facciamo fatica ad uscire, sono aumentate le paure e le nevrosi. Ed ora, con l’angoscia di una guerra sull’uscio di casa, tutto è peggiorato ancora. Questo album è nato per lanciare una scialuppa di salvataggio a me stesso e a chi ha voglia di ascoltarlo. Quando arriva la sera ciascuno di noi sente che le emozioni negative hanno preso il sopravvento. Sembrano invincibili. Sono troppe. Cariche di minacce. E ci proiettano cupi orizzonti. Ma nell’ “elenco della spesa” che finiamo per fare, ci dimentichiamo delle altre emozioni e affetti che riempiono le nostre esistenze: l’amore per il partner, per i figli, per gli animali che fanno parte delle nostre famiglie, per gli amici… E poi ancora le passioni che ci travolgono come la musica, la cultura, la Natura che ci circonda... L’esplorazione della nostra spiritualità più profonda e lo scambio con gli altri, magari attraverso le mille forme di associazionismo e volontariato… Il nostro è un mondo ricco di cose magnifiche, preziose. E dobbiamo ricordarcelo. Magari, come in questo caso, anche attraverso delle piccole canzoni.


News professionali e/o sogni nel cassetto?


Continuo a replicare ‘Canta che ti passa‘, che è una specie di karaoke dove noi suoniamo e il pubblico canta con noi. Molto liberatorio. Infatti la chiamiamo “la cura anti-stress”. Io, Davide Falconi al piano e Davide Belviso alle percussioni, siamo vestiti da medici per “curare” le persone. Credetemi: funziona. La gente ride e si diverte. E tutti sappiamo quanto ne abbiamo bisogno oggi… Sto continuando anche a proporre gli spettacoli dedicati alla Storia della Mortadella insieme allo chef Marcello Ferrarini che cucina ed offre ai presenti degli assaggi squisiti. Mentre con Giorgio Comaschi e la mia band ho un altro spettacolo dedicato alla cultura enogastronomica: “Canzoni da mangiare”. In Primavera riprenderò, è l’11° anno di repliche, a interpretare Fred Buscaglione, e verso la fine dell’estate anche “Quando canta Rabagliati” con le canzoni degli anni ’40 e la magnifica band del M° Sandro Comini. Infine in autunno ci sarà l’allestimento del nuovo spettacolo di teatro-Canzone con i brani dell’album “Il sentimento prevalente” il cui testo sta iniziando a scrivere proprio in questo periodo Alessandro Vanoli.


Ringraziamo per la preziosa e consueta collaborazione Roberto Carretta dell'ufficio stampa "Parole & dintorni"


Link e/o collegamenti:


www.franzcampi.it

https://www.facebook.com/franz.campi https://twitter.com/FranzCampi https://www.instagram.com/franzcampi/ https://www.youtube.com/user/franzcampi

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