"Ti intervisto", ospite il poeta e scrittore Paolo Bertulessi che ci presenta: “La nudità dei sassi”

Paolo Bertulessi, scrittore e poeta nato a Bergamo ma padovano d’adozione, sin da adolescente si appassiona alla letteratura e consegue poi la Maturità Classica.

È stato istruttore sportivo ed è attualmente titolare di un’enoteca a Piazzola sul Brenta, in provincia di Padova, punto nevralgico delle sue ispirazioni narrative e poetiche.

L’autore dedica molto del suo tempo alla scrittura di romanzi e sillogi poetiche, prediligendo il genere noir da lui ridefinito “psiconoir”.

"Ti intervisto", ospite il poeta e scrittore Paolo Bertulessi che ci presenta: “La nudità dei sassi”

Nel 2018 pubblica il suo travolgente romanzo d’esordio “Esistenze proibite”, edito dalla casa editrice “Le Mezzelane”, seguito da “Aurum inferno operaio”, edito dalla “PAV Edizioni” e opera accolta al Premio Campiello nel 2019.

In questo stesso anno esce la sua prima silloge poetica, intitolata “Nuotando nel mio assenzio”, opera inserita nell’antologia “Guido Zucchi 2019”.

Nel 2020 vengono pubblicati la raccolta di poesie “Come sputi nella sabbia”, sempre da “PAV Edizioni”, e il romanzo “In viaggio per lei”, scritto a quattro mani con l’amico Alberto Tacca e dedicato alle donne vittime di stalking nei social.

Nel 2021 vede la luce la sua nuova opera poetica “La nudità dei sassi”, silloge in concorso al Premio Internazionale di letteratura “Città di Como” ed edita dalla Casa Editrice “Bette Edizioni”di Padova.

Nel 2022 pubblica, con la PAV Edizioni, il suo nuovo importante romanzo psiconoir “1976-2020 Il volo del deicida”.

"Ti intervisto", ospite il poeta e scrittore Paolo Bertulessi che ci presenta: “La nudità dei sassi”

INTERVISTA A PAOLO BERTULESSI


Salve Paolo, benvenuto sul blog. Quando e come ha iniziato a scrivere sia le sue poesie che i suoi romanzi?


Ciao Sara, e grazie per avermi ospitato nel tuo spazio letterario. Sono nato prima come scrittore che poeta: la passione per la scrittura ha sempre albergato in me sin dall’adolescenza, quando adoravo i temi in classe che arrivavano a comporsi di numerose pagine e ottenevano sempre ottimi voti. Proprio per questo, ho scelto il Liceo Classico come percorso di studi, ottenendo poi la Maturità.

Negli anni passati ho anche operato, per un po’ di tempo, nelle vesti di ghostwriter, quindi scrivendo e dando ispirazione ad altri aspiranti ed emergenti autori; poi… la svolta: nel 2018, durante il decorso della grave malattia che colpì il mio compianto e indimenticabile figlio Gianmaria mancato nel 2020 e in preda a una forte e salvifica ispirazione, decisi di pubblicare il mio travolgente romanzo d’esordio recante il mio nome in copertina, “ESISTENZE PROIBITE”. Da quel momento, iniziò la mia intensa carriera di scrittore: il secondo romanzo, “AURUM INFERNO OPERAIO”, edito dalla PAV Edizioni, venne pubblicato soltanto sei mesi dopo e fu accolto al Premio Campiello 2019.

Contestualmente, iniziò anche la mia produzione poetica, per ora giunta alla terza silloge: degna di nota è “Come sputi nella sabbia”, sempre edita dalla PAV Edizioni.

Scrivo versi anche mentre sono impegnato nella stesura di un romanzo, spesso ispirato anche dalle sensazioni che scaturiscono dalle mie opere letterarie: posso sinceramente affermare che nei miei romanzi psiconoir creo e faccio agire i personaggi da me partoriti, mentre nelle sillogi poetiche metto a nudo me stesso.


Ci parli delle sue ultime opere, “La nudità dei sassi”, una silloge poetica, e del suo nuovo romanzo “1976-2020 Il volo del deicida”: perché dovremmo leggerle?


“La nudità dei sassi”, edita da “Bette Edizioni”, è una silloge alla quale sono particolarmente legato: essa rappresenta il mio percorso di vita, le mie introspezioni contrastanti e combattute, i miei tumulti interiori, il naufragare per ritrovarmi a brillare in una notte che non dirama fulmini, con meteore prese al volo e verdi golfi di sogni. Un cammino che si affaccia su un mondo di versi avvolti da una sonorità che richiama quella delle sirene odisseiche; metafore evocative di una solitudine ricercata, permettono di guardare dentro di sé con occhi nuovi.

In molti ritroveranno una parte di loro stessi tuffandosi tra i versi di quest’opera e che a volte sembrano veri e propri dardi lanciati per penetrare l’anima del lettore.

Voglio riportare i versi di una breve poesia contenuta in questa silloge e riportata in quarta di copertina, versi che riassumono l’essenza di questo manoscritto:


EREDITÀ


“Trascino, affondo

e dispiego i miei passi,

affinchè altri

incantati viandanti

possano nutrirsi

delle mie terrene impronte,

intrise di scorie,

che saranno sassi.”


“1976-2020 Il volo del deicida”, è il mio nuovo romanzo pubblicato dalla PAV Edizioni” questo mese: con questa casa editrice esiste ormai una solida sinergia difficile da trovare oggigiorno. Si tratta di un’opera particolarmente intensa e ricca di significati, a partire dal titolo: il deicida, colui che uccide il proprio Dio. Mi risulta difficile dare un senso alla spiegazione della scelta di questo titolo, anche perché, inevitabilmente, svelerei buona parte del finale; posso dire soltanto che in questo romanzo utopia e distopia si fondono fino a creare quasi un mondo artificiale che provocherà nei lettori molteplici sensazioni e domande.

Una buona dose di suspence ammanta l’intera opera, alternando episodi cruenti a intense situazioni sentimentali, il tutto lumeggiato da un ambiente circostante che varia da mirabili opere architettoniche e opere d’arte allo squallore di bettole mal frequentate e luoghi degradati.

Una cosa è certa: questo romanzo è coraggioso, osa cioè affrontare temi che spaziano dalla sofferenza alla malattia, dalla pedofilia nel mondo ecclesiastico alla perversione, dalla droga alla politica estremista, dai segreti militari al destino; tutti questi elementi si intrecciano tra di loro creando un coinvolgente percorso che parte dal rimpianto di una splendida Padova vissuta nei suoi anni migliori.

Mi è stato detto che nei miei romanzi “dipingo” i personaggi fino a renderli quasi tridimensionali: in effetti è proprio così, curo moltissimo le caratteristiche fisiche, e soprattutto psicologiche, delle mie creature immedesimandomi in esse a partire dalla loro genesi, e da qui ha origine la mia definizione di “psiconoir”.


Sogni nel cassetto e/o progetti futuri?


Sogni nel cassetto? Ne ho uno, ma non voglio renderlo pubblico per scaramanzia, vogliate scusarmi. Progetti per il futuro, invece, ne ho sempre avuti (ho all’attivo sette opere pubblicate) e ne avrò sempre; tra breve verrà pubblicata una mia nuova silloge poetica e sto lavorando con estrema passione e ispirazione a un nuovo romanzo che vedrà poi la luce. Può bastare? Grazie per l’ospitalità e un saluto a tutti. Ad maiora.


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