• Sara Morandi

Weekend al cinema con "Tutta la vita davanti" | Recensione a cura di Jessica Gori

Titolo: Tutta la vita davanti


Regia: Paolo Virzì


Cast: Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Edoardo Gabbriellini, Micaela Ramazzotti, Valerio Mastandrea, Elio Germano, Massimo Ghini


Trama: La giovane Marta si laurea in filosofia con il massimo dei voti e con lode e, in attesa di ottenere un posto come ricercatrice, cerca alcuni impieghi per mantenersi.

Arriva così a conoscere Sonia, madre single che le affida la piccola figlia per qualche ora, ma le propone anche di vivere con loro e di farsi assumere nel call-center dove anche lei lavora.

Qui Marta ha sempre più successo ed entra nelle grazie della capotelefonista, Daniela.


Recensione: Virzì ha ottenuto, nel 2008, un Nastro d'Argento come regista del miglior film e Sabrina Ferilli come miglior attrice non protagonista per questa pellicola.

E il cast è ricco di attori e attrici all'epoca molto giovani, ma che adesso sono affermatissimi nel panorama cinematografico italiano, in primis Micaela Ramazzotti, moglie e musa del regista livornese.

Un film liberamente ispirato al romanzo di Michela Murgia" Il mondo deve sapere", riguardante il lavoro precario e le sue conseguenze.

C'è molto di attuale nei fatti descritti, nell'aspetto comico, a volte, ma anche e troppo spesso in quello tragico.

Le aspettative di chi è fresco di laurea, di chi ha appunto "tutta la vita davanti" sono alte, come è giusto che sia, ma spesso vengono disattese non appena si varca la soglia del mondo del lavoro.

In questo film alcune situazioni sono esasperate, quasi surreali, ma la realtà non si discosta dalla finzione: specialmente per quanto riguarda il fenomeno del mobbing, subíto da molte persone all'interno delle aziende e anche per il senso di frustrazione che può cogliere i giovani alle prime esperienze lavorative, quando si accorgono che non sono esattamente come se le erano immaginate.

Si riflette, sorridendo, e il risultato è davvero piacevole.


Voto: 7

Weekend al cinema con "Tutta la vita davanti" | Recensione a cura di Jessica Gori

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